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L'onda Pd non trascina Decaro alla vittoria

Fra due settimane Bari avrà un nuovo sindaco e presumibilmente (le operazioni di scrutinio non sono ancora concluse ufficialmente) anche almeno tre dei cinque presidenti di Municipio ancora nell'incertezza del risultato. Antonio Decaro non ha goduto del clamoroso successo PD alle elezioni europee, inchiodato a sessantadue centesimi di punto (più un voto) dalla vittoria su Mimmo Di Paola.

A Decaro (49.38%) portavano voti ben tredici liste, di cui due civiche con il suo stesso nome nel simbolo, sette di varia denominazione e quattro di partiti veri e propri: il Pd (primo partito della compagine), Realtà Italia, al suo esordio con il 5.50%, seguita da Sel al 3,21%, Italia dei valori e verdi con lo 0,25 per cento.

Seguito da dieci liste Mimmo di Paola (35,76%), con Forza Italia e Movimento Schittulli le più suffragate (12,19 e 7.45 per cento rispettivamente), seguite dal Nuovo centro destra e Fratelli d'italia (6.74 e 2.77), mentre la lista civica del candidato (impegno civile) raccoglieva il 3.79.

Gli altri otto candidati sindaci seguono a distanze siderali. Dal grillino Sabino Mangano (7,62%) al comunista alternativo Giacomo Petrelli (0,15%), si snocciolano i destini ormai segnati di alcuni "trombati eccellenti" che non avendo superato il tre per cento non entreranno nemmeno in Consiglio Comunale.

A parte il futuri sindaco e il suo immediato competitor, infatti, solo Sabino Mangano avrà questo diritto.

Ammesso che si possa stilare una classifica degli sconfitti, pensiamo di poter attribuire la pole position al Magistrato barese Desirèe Digeronimo. Ben altre erano le sue velleità al momento della decisione che l'ha portata a candidarsi, e a tentare, senza successo, qualche alleanza. Il suo 3,16 percento e il supporto di quattro liste civiche che tutte insieme non coprono la percentuale ottenuta dalla candidata, esprime meglio di qualsiasi analisi la difficoltà per chiunque proponga percorsi alternativi a quelli più tradizionali e consolidati, di avere un qualche seguito degno di nota in una competizione amministrativa.

Ancora più in basso e in compagnia di un'unica lista civica (convochiamoci per Bari), Luigi Paccione, avvocato amministrativista, che aveva tentato un percorso di aggregazione della sinistra cittadina che non si riconosceva nel Pd o in Sel. l'1,49 per cento sembra quasi coincidere numericamente con il pugno di voti che hanno impedito a Decaro di vincere al primo turno.

Bari conferma che, per quanto si tenti di imbrigliare voto e consensi in due o al massimo tre maxi coalizioni, alla fine prevale il bisogno quasi fisiologico di affermare specificità e identità diverse con grande rischio di moltiplicazione di liste, sigle, nomi e simboli. E dispersione.

E sulla dispersione (e anche confusione se ci permettete) di ben dieci candidati a sindaco che hanno generato quasi tremila candidati consiglieri ( stiamo parlando anche delle liste per i municipi) dovremo tornare con un prossimo articolo.

QUI i risultati definitivi:

Bari - Elezioni comunali: i risultati definitivi (345 sezioni su 345)

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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