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Magnisi: al ballottaggio con nessuno dei due

A consuntivo della campagna elettorale amministrativa di Bari, ed in previsione dei ballottaggi, Matteo Magnisi, candidato sindaco della lista civica Identità Popolare, ha voluto ringraziare i propri elettori e, al tempo stesso, chiarire che nel secondo turno non intende appoggiare nessuno dei due candidati. La scelta di Magnisi, in particolare, è quella di non voler contribuire a mettere Bari nelle mani di chi (Antonio Decaro), in futuro, potrebbe essere costretto a sospendere il suo mandato in previsione di una possibile condanna penale in appello. Ecco la lettera aperta di Magnisi.

Ringrazio i 1.384 cittadini baresi che hanno votato la lista civica Identità Popolare che ho  rappresentato  come candidato sindaco seppure nei 20 giorni finali di campagna elettorale e ringrazio tutti i candidati al Comune e ai Municipi e chi ha supportato  l’organizzazione  per il conseguimento del modesto ma dignitoso risultato.

Evitando di ripetere il consuntivo  della campagna elettorale  già affidato alla informazione pubblica nei giorni scorsi con il quale ho evidenziato il perpetuarsi di  dinamiche elettorali retaggi di un passato che stenta a morire,  ritengo  in questa sede opportuno, concentrare la mia attenzione su tre  questioni molto importanti per i metodi della politica  e la vita della città:

La prima questione, non  certamente per colpe attribuibili alla lista che ho dovuto  rappresentare,  riguarda il risultato complessivamente scadente  delle liste civiche  per non aver espresso alcun rappresentante istituzionale,   una sorta di punizione  per non essersi presentati  agli elettori  come   aggregato di liste  con un unico candidato sindaco e quindi come  proposta politica  alternativa in discontinuità con il potere di governo della città degli ultimi 10 anni che ha finito col  generare lobbies e proliferare caste  a danno delle condizioni sociali fragili;

La seconda questione riguarda in particolare tutta la proposta articolata e organica relativa al Welfare e al Lavoro che ho presentato per la mia lista in competizione elettorale e  che ora  resta orfana di  difensori  sia  nel confronto politico del ballottaggio che  dopo nel governo della città;

Terza questione è quella morale e della trasparenza  o meglio l’inopportunità di affidare la città a un sindaco che non avendo risolto le sue pendenze giudiziarie, non ha sentito il dovere morale, così come ha fatto con atto responsabile Lino Pasculli, di rinunciare  a qualsiasi candidatura, per sgombrare il campo  da ogni possibile ipotesi di interruzione del mandato di sindaco  per 18 mesi, se eletto al ballottaggio e se condannato in appello.

Matteo Magnisi

Scritto da Redazione
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