testata_web_pdo_5celeste.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Bari, la sonante vittoria di Decaro; l'assordante sconfitta del centrodestra

Antonio Decaro ha vinto. Indubbiamente e senza ombra di dubbio. Oltre trentamila voti di distanza nel ballottaggio tra l'esponente del Pd (64.457 voti, pari al 65,40%) e Domenico Di Paola, candidato di un centrodestra litigioso e diviso molto di più che in apparenza (34.096, pari al 34,60%).

I dati parlano chiaro. Per altri cinque anni sarà il centrosinistra a detenere la poltrona di primo cittadino nel capoluogo pugliese. Dopo le due legislature di Michele Emiliano ora tocca al suo ex delfino Decaro.

Ma l'indomani del secondo turno merita qualche riflessione in più.

Il primo dato che bisogna sottolineare è l'altissima percentuale di astensione. Quasi centomila baresi in più hanno preferito non recarsi alle urne nel secondo turno. Nè vale qualcosa appellarsi al caldo, alla voglia di mare, alla partita del Bari o alla grigliata in campagna o a Mercadante. Dal 67,55% del primo turno si è passati ad un misero 36.15%. Appare evidente lo scarso appeal di entrambi i candidati con una grande fetta di cittadini.

Passato il primo turno, dove pure l'astensione è stata altissima, in molti hanno preferito saltare l'appuntamento con le urne probabilmente, soprattutto nel centrodestra, per la consapevolezza che tanto le cose non si sarebbero modificare ed i rapporti di forza tra Decaro e Di Paola sarebbero rimasti al massimo immutati. E' venuta anche meno (con le dovute eccezioni) il supporto dei tanti candidati delle troppe liste del primo turno. Tranne qualche sparuto invito sui social ad andare al voto e con le dovute eccezioni, Di Paola e Decaro sono rimasti soli a fare campagna elettorale. Con la differenza che Decaro ha saputo mettere in piedi una macchina organizzativa degna di questo nome, mentre Di Paola, che pure ha un lungo trascorso come manager, non è stato capace di fare altrettanto.

Il motivo principale di questo gap, probabilmente, va letto nel non avere alle spalle alcun partito. Da una parte il Pd, bene o male territorializzato e radicato in circoli, organizzazioni e persone attive in città e nei quartieri. Dall'altro lato il nulla, se non blandamente Forza Italia, che pur tuttavia resta un partito di dirigenti e senza soldati.

E ancora. Va detto anche come il centrodestra barese abbia fatto di tutto per presentarsi astioso e diviso alle elezioni. Il tira e molla che a lungo, troppo a lungo, si è fatto sul nome di Di Paola è stato certamente deleterio.

Anzi, a volerla dire tutta... Di Paola non era nemmeno il candidato espressione del centrodestra, ma un candidato su cui il centrodestra, chi volentieri (perchè senza un candidato proprio) e chi a denti stretti, ha finito per convergere. E questo Di Paola lo ha sempre detto.

Ad ogni modo anche con la mobilitazione generale del centrodestra forse il gap sarebbe stato comunque incolmabile.

Un altro dato che caratterizza il voto barese è il cappotto rifilato al centrodestra. Non soltanto il sindaco. Non soltanto una grande distanza tra le liste, ma anche 5-0 nei voti per i Municipi. Dopo la riforma voluta dall'ormai ex sindaco Emiliano si votava nei Municipi, ridotti a 5. Ed anche qui non c'è stata storia.

Micaela Paparella (59.79%) su Massimo Posca nel Municipio I; Massimiliano Spizzico (61.19%) su Francesco Ferrante nel Municipio III; Nicola Acquaviva (64.24%) su Michele De Giulio nel Municipio IV; Giovanni Moretti (61.19%) su Nicola De Matteo nel Municipio V. Quattro ballottaggi a favore del centrosinistra che vanno ad aggiungersi alla vittoria al primo turno di Andrea Dammacco nel Municipio II.

Una vittoria che sposta a sinistra il baricentro della città, un tempo tra le più a destra d'Italia ed ormai stabilmente roccaforte del centrosinistra.

Quali le cause? Si sa, le vittorie hanno molti padri e le sconfitte sono sempre figli di ignoti.

Una cosa è certa. Il centrodestra cittadino è chiamato a riflettere pesantemente su quella che è la propria effettiva capacità di ascolto della città. Non basta cambiare i vertici, o tagliare qualche testa. Bisogna completamente ripensare al proprio rapporto con i baresi.

Nel centrosinistra, adesso, si canta vittoria, con anche balli e danze in piena notte nel Comitato elettorale di Decaro. Questa è stata una chiara vittoria di Decaro (e di Emiliano). Con le liste civiche di sostegno al candidato sindaco che sono andate meglio del previsto, e sicuramente meglio di molti partiti strutturati.

Dunque, tanti auguri di buon lavoro, sindaco Decaro. Sperando che sia davvero un lavoro continuo e costante per Bari.

Scritto da Roberto Mastrangelo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %