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Politica Regionale

IdV: domani a Taranto la presentazione dei candidati

Partirà dalla Puglia e da Taranto la campagna elettorale dell'Italia dei Valori per le elezioni europee, dando appuntamento a miltitanti, simpatizzanti e cittadini al centro sportivo Magna Grecia dove il domani pomeriggio, 24 aprile, a partire dalle ore 18 verranno pubblicamente presentate le candidature per la circoscrizione Italia Meridionale. Dalla vertenza Ilva di Taranto alla partita per Lecce Capitale Europea della Cultura 2019, dalle politiche agricole alle risorse per formazione, giovani e imprese, il futuro della Puglia passa per l'Europa e da queste tematiche, che saranno cardine del programma europeo dell'IdV.

"Mentre populismo ed euroscetticismo diventano ricetta per drenare consenso elettorale incapace di trasformarsi in proposta politica, l'Europa delle banche, delle politiche di austerità e delle burocrazie si allontana sempre più dalle nostre vite quotidiane", spiega Ignazio Messina, segretario nazionale e capolista. "A rassegnazione e interessi economici scegliamo, come sempre, sia necessario opporre valori. Valori di unità, di legalità, di partecipazione e di difesa della società civile. Vogliamo lavorare all'Europa dei popoli, dei diritti, della giustizia. Un'Europa più attenta allo spread tra ricchi e poveri che a quello con i titoli tedeschi. Un'Europa più attenta al contenimento della disoccupazione che a quello del rapporto tra Pil e debito. Un'Europa forte e capace di intervenire concretamente dove i governi nazionali non sono capaci di garantire il rispetto dei diritti alla vita, alla salute e al lavoro".

All'appuntamento di Taranto saranno presenti, insieme ad Ignazio Messina, Luciano Pisanello, segretario organizzativo nazionale e consigliere comunale a San Giorgio Jonico (TA), Vita Marinelli, universitaria di Villa Castelli (Br), e Antonietta Verrecchia, assessore comunale a Manfredonia (Fg), candidati pugliesi dell'Idv nel collegio Italia Meridionale.

 

L'Abbate: a rischio il futuro e il passato dell'agricoltura pugliese

Il patrimonio genetico dell’agricoltura rischia di essere compromesso per sempre.

Sono, infatti, in pericolo le 84.000 specie di semi conservate nell’Istituto di genetica vegetale (Igv) di Bari, che costituisce uno degli archivi genetici più importanti al mondo: la Banca pugliese del germoplasma è unica in Italia, seconda in Europa e tra le prime dieci al mondo per dimensione delle collezioni e per gli standard tecnologici della conservazione. Già nel 2004, come conseguenza di una cattiva gestione del Cnr, un malfunzionamento dei frigoriferi causò un notevole danno, con un irreversibile abbassamento della germinabilità di un’alta percentuale dei semi. La Procura della Repubblica di Bari aprì un’indagine penale.

Si sarebbe dovuto provvedere alla immediata rigenerazione di tutte le collezioni ma non accadde nulla. La Guardia di Finanza si vide davanti un’unica strada: il sequestro per procedere alla riparazione e alla manutenzione degli impianti e all’accertamento dei danni subiti. Successivamente, il procedimento penale fu archiviato, con relativa revoca della custodia giudiziaria dei campioni dei semi. Oggi, con l’emergenza ancora in atto, un’altra tegola si appresta a cadere sulla Banca del Germoplasma del capoluogo pugliese: il trasferimento in un’altra sede.

“Salvare la banca del germoplasma è un dovere per questo Stato – dichiara Giuseppe L’Abbate (M5S), deputato pugliese della Commissione Agricoltura, che con la collega siciliana Loredana Lupo (M5S) ha presentato una risoluzione per chiedere al Ministro Martina un intervento immediato – I costi per il trasloco sono elevatissimi e si tratta di un’operazione complicata che potrebbe mettere a rischio l’integrità del patrimonio genetico. Abbiamo chiesto al Ministro – continua L’Abbate – di intervenire immediatamente, al fine di assicurare e tutelare le risorse genetiche presenti nella Banca del germoplasma di Bari. La biodiversità è già stata messa a rischio negli anni passati con i guasti agli impianti frigoriferi, che hanno danneggiato in maniera irreversibile il patrimonio nazionale: non vorremmo ritrovarci ancora una volta a piangere sul latte versato. Chiediamo che questo Stato intervenga e lo faccia subito con tutti i mezzi ordinari e straordinari a sua disposizione”.

Nella banca dell’Igv di Bari sono conservati 84mila campioni di semi rari appartenenti a oltre 50 generi e 600 specie diverse di piante agrarie, che costituiscono l’80% delle risorse genetiche italiane (soprattutto cereali, leguminose, piante da orto, piante foraggere, piante medicinali ecc.). Il materiale biologico raccolto e conservato, negli ultimi 40 anni di attività, è oramai estinto sia nei campi coltivati (per le specie coltivate), sia in natura (per le specie selvatiche e affini alle piante coltivate) e non è più reperibile in nessun Paese di origine del Mediterraneo, dell’Africa e dell’Asia. Come aveva denunciato già lo scorso agosto il Centro Studi Criticalia Puglia, “il rischio è che non ci sia più interesse alla conservazione del germoplasma ma all’ingegneria genetica e alla produzione di piante transgeniche”. Un annuncio che seguì la lettera inviata dai ricercatori dell’Istituto di genetica vegetale (Igv) di Bari al presidente del Cnr, Luigi Nicolais, e che fu preceduto da una interrogazione parlamentare del M5S, datata 22 maggio 2013, a prima firma sempre di Loredana Lupo, che non ha mai ricevuto risposta sia dal Ministro De Girolamo sia dal suo successore Martina.

“Ci auguriamo – conclude Giuseppe L’Abbate – che questa volta il Ministro non glissi alle richieste e che, finalmente, si possa porre un punto di partenza per la nuova ‘germinazione’ del nostro patrimonio genetico”.

Regione: stop alla 'Resistenza' nello Statuto

La Regione Puglia rinuncia alla resistenza. Nessuna modifica allo Statuto, dunque, e salta la proposta di Sel di inserire la parola "Resistenza" nell'articolo 1 dello statuto della Regione Puglia.

Cede la resistenza. Ritirata dalla VII Commissione del presidente Giannicola De Leonardis la proposta di modifica dello Statuto regionale con la quale si propone la reintroduzione della parola  “resistenza” all’articolo 1. Non si tratta di una resa sui contenuti per Michele Losappio (capogruppo di Sel), ma della presa d’atto della mancanza di una  maggioranza qualificata necessaria in Commissione affari istituzionali.

“Prendo atto – ha detto Losappio – che dopo 10 anni di storia, sono ancora gravosamente presenti tutti i gap culturali e ideologici, che impediscono un dibattito sereno su questa materia”.

Per il Partito democratico invece, è una questione di opportunità: “ Non si può rimettere in discussione a dieci anni dall’approvazione dello Statuto una scelta che fu frutto di un lungo dibattito e di una mediazione” – ha spiegato Mario Loizzo.

Nino Marmo ha espresso soddisfazione per l’archiviazione di un tema “che non è essenziale in questo momento”.

Ok alle agevolazioni dei canoni per le aree SIC e ZPS

La quinta Commissione consiliare della Regione Puglia presieduta da Donato Pentassuglia ha approvato all’unanimità la proposta di legge, a firma del consigliere Michele Ventricelli (Sel), con cui si modifica una legge regionale del 2012 nella parte relativa ai canoni di natura enfiteutica sui terreni già appartenenti al demanio civico.

Il testo originale prevede che il Comune competente può disporre una riduzione di canoni gravanti sulle terre demaniali, in misura non superiori alla metà, per i terreni rientranti nella perimetrazione delle aree naturali protette. Con la modifica si estende la stessa agevolazione anche ai canoni incombenti sulle aree demaniali per i terreni inclusi nei siti della rete “Natura 2000”, sia di importanza comunitaria (SIC) che di protezione speciale (ZPS).

“L’obiettivo della proposta – ha detto Ventricelli illustrando la modifica legislativa - è quello di superare un’immotivata esclusione di un’incentivazione tra terreni aventi regime vincolistico sostanzialmente identico”. La proposta ha ottenuto anche il parere favorevole del governo espresso dall’assessore al ramo Angela Barbanente.

Lettieri: lavoriamo per una coalizione forte

Il centrodestra barese continua il lavoro di preparazione per l'assemblea di sabato prossimo. In ballo ci sono ancora i posti da candidato alle presidente dei municipi e, soprattutto, la costruzion di un programma condiviso intorno alla candidatura di Di Paola. Sull'argomento è intervenuto Luigi D'Ambrosio Lettieri, senatore di Forza Italia e  coordinatore cittadino.

Ma non sono tutte rose e fiori. Da due giorni, infatti, slitta il tavolo di incontro (da ultimo posticipato a questo pomeriggio) proprio per la definizione del programma. E sono in molti a storcere il naso di fronte ad alcune scelte locali del Nuovo Centro Destra. Riusciranno a dissipare ogni problema ed a definire i contorni di una coalizione unitaria?

"L'aggiornamento dell'incontro della delegazione di centrodestra previsto per il pomeriggio di ieri da parte del candidato sindaco, non ha impedito la prosecuzione dei lavori tra alcune forze politiche ai fini della individuazione dei candidati alle presidenze dei municipi di Bari e, soprattutto, in vista della manifestazione programmata per sabato 12 aprile con il candidato sindaco Mimmo Di Paola.

Le forze politiche di centrodestra ribadiscono , intanto, la necessità che, a sostegno della candidatura di di Paola, vi sia, quale condizione irrinunciabile, una coalizione costituita  da forze politiche e movimenti coesi nei programmi, nei valori e negli intenti, che mantenga una indispensabile omogeneità di  proposta politica sull'intero territorio regionale in vista del prossimo turno di elezioni amministrative.

In ordine a questo contesto le notizie del moltiplicarsi di alleanze politiche siglate dal NcD con il Pd ed altri partiti di sinistra in diversi comuni pugliesi, rappresentano un elemento di grave difficoltà  ai fini del raggiungimento di una piena intesa politica e programmatica che rappresenti il giusto viatico alla prossima campagna elettorale per la riconquista di Bari da parte del centrodestra".

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