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Regione Puglia

Porto di Barletta: quando il via ai lavori?

I fondali del porto di Barletta hanno urgentemente bisogno di alcuni lavori di manutenzione e di ripristino delle quote preesistenti di fondali. 

Il costo stimato dell’intervento è pari ad euro 2.800.000,00 e l’intervento è inserito nel Piano Triennale dell OO.PP. 2014/2016 e nell’Elenco annuale 2014 approvato con il Bilancio di previsione 2014 del Comitato Portuale con Deliberazione n. 6 del 31/10/2013.

Intanto bisogna raggiungere l'obiettivo di evitare lo slittamento della data d'inizio dei lavori. Già il periodo estivo è saltato. Ripristinare e completare la sistemazione dei fondali in breve è fondamentale per permettere una regolare attività ittica.

“Intanto mercoledì scorso – sottolinea Filippo Caracciolo presidente della V Commissione consiliare regionale – si è tenuto un incontro di cui sono stato promotore presso la sede della Regione tra i dirigenti tecnici dell’Autorità Portuale del Levante e della Regione Puglia. L’incontro, svoltosi all’insegna della piena sintonia tra i due enti, ha avuto la finalità di chiarire aspetti che avrebbero potuto far slittare il termine di inizio lavori”.

“Ad oggi l’Autorità Portuale del Levante – continua il consigliere regionale Filippo Caracciolo – è in attesa dell’autorizzazione di idoneità da parte dell’Arpa del sito su cui dovrà avvenire lo sversamento del materiale dragato. L’autorizzazione dell’Arpa, salvo impedimenti, è attesa per l’inizio della prossima settimana”.

A seguire l’Autorità Portuale del Levante potrà fare richiesta all’ente Provincia ed alla Regione delle ultime autorizzazioni.

Alla Regione Puglia l’Autorità Portuale del Levante farà richiesta dell’autorizzazione all’immersione in mare dei sedimenti non contaminati classificati A2, secondo il manuale ICRAM-APAT 2007, ai sensi del D.M. 24/01/1996 e dell’art.109, comma 2, del D.Lgs. n.152/2006. Mentre la Provincia di Barletta-Andria-Trani è competente  per l’attivazione della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA ai sensi dell’art.20 del D.Lgs. n.152/2006 e dell’art.16 comma1 della L.R. n.11/2001 per intervento previsto nell’elenco B.2 al punto B.2.ae ter.

Un iter burocratico complesso e farraginoso, che rischia di allungare oltremisura i tempi di realizzazione. Questo è quello che bisogna scongiurare. A parole sono tutti pronti. Nei fatti?

“Sono molto soddisfatto per l’esito dell’incontro visto che è stato di grande aiuto per i due enti. Auspico che dopo l’autorizzazione di idoneità dell’Arpa, il cui rilascio è previsto per l’inizio della prossima settimana, i lavori possano iniziare in maniera spedita. Voglio sottolineare che i lavori presso il Porto di Barletta rappresentano un’importante opera di interesse pubblico di cui continuerò ad occuparmi dal punto di vista politico, oltre che da presidente della V Commissione consiliare regionale, perché l’intero territorio possa beneficiare delle potenzialità collegate al Porto di Barletta” conclude Caracciolo.

 

Piano coste, Anci Puglia proporrà presto i propri emendamenti

 

Si è svolta nei giorni scorsi a Bari una riunione monotematica del comitato direttivo Anci Puglia sul piano regionale delle coste, coordinata dal vicepresidente Emilio Romani.

L’Associazione nei prossimi giorni elaborerà una proposta contenente alcune osservazioni al ddl regionale n. 5 del 18 marzo 2014 “disciplina della tutela e dell’uso della costa”, che sottoporrà al vaglio dei comuni interessati.

“È nostro intendimento – ha dichiarato Emilio Romani - conseguire entro la metà di agosto una proposta organica di emendamenti che saranno oggetto di un incontro-confronto con la Regione da tenersi possibilmente entro la metà di settembre.

In Puglia si muore di tasse e di burocrazia

“Oggi valutiamo l’ultimo rendiconto di questa Legislatura, dell’era Vendola e, per quanto ci riguarda, speriamo dei 10 anni di centrosinistra che hanno trasformato la Puglia in una Regione dove i cittadini sono stati spremuti senza miglioramento dei servizi, a cominciare da quelli sanitari, e dove le imprese muoiono di tasse e burocrazia”. Lo ha dichiarato il vicecapogruppo vicario di Forza Italia, Erio Congedo, durante il suo intervento di oggi in Consiglio regionale.

“Oggi – ha aggiunto - affrontiamo una discussione che ha una forte valenza politica e non è semplicemente un adempimento ragionieristico. È, quindi, l’occasione per valutare la capacità della Regione Puglia di dare risposte ai bisogni, ai drammi, alle aspettative e alle aspirazioni dei cittadini.

Le indagini sullo stato socio-economico della Puglia sembrano bollettini di guerra: crescita della disoccupazione, aumento del fenomeno dell’emigrazione giovanile soprattutto qualificata. Ed ancora: arretramento dell’economia e consumi ai minimi storici, mentre cresce il numero delle famiglie vicino alla soglia della povertà e nella sanità sono a rischio i livelli essenziali di assistenza.

Una situazione reale molto diversa da quella idilliaca di un’isola felice che il Presidente Vendola tratteggia nei talk show.

La risposta della Regione a questo triste scenario è stata inadeguata se non addirittura dannosa. Piuttosto che attuare una seria e concreta politica di lotta agli sprechi, sperperi e clientele si è scelto operare sulle entrate. Solo nel 2013, infatti, imprese e famiglie hanno subito un prelievo per tasse aggiuntive pari a 120.240.000 euro di Irpef, 113.403.000 euro di Irap e 69.597.142 di Euro per il ticket sanitario, con gli inevitabili effetti recessivi sulla crescita economica. Ovvero, l’esatto contrario di quello che andava fatto: la Puglia aveva bisogno di attivare un circuito virtuoso tra risparmi e consumi in grado di far ripartire il sistema. A ciò si aggiunga sistema farraginoso costituito di lungaggini burocratiche che frenano lo sviluppo e che costituiscono un’ulteriore tassa occulta”.

“Molto ci sarebbe da aggiungere su agricoltura, politiche sanitarie, ambientali, infrastrutturali, del lavoro, giovanili. Un elenco di promesse mancate e di politiche sbagliate –ha concluso Congedo- che non potranno essere cancellate né da primarie e tanto meno da nuovi leader che si affacciano sulla scena regionale”.

Pac: Romano scrive al ministro sull'olivicultura

 

Il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Pino Romano ha scritto una lettera al ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, chiedendo un incontro urgente per rivedere “la bozza di decreto che riguarda il primo pilastro della Politica agricola comunitaria (Pac), le cui scelte penalizzano pesantemente l’olivicoltura pugliese”.

Per Romano, “l’olivicoltura pugliese andrebbe valorizzata dal momento che rappresenta il fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo, ma qualcuno pensa di poterla penalizzare”.

“L’Agricoltura – sottolinea il presidente del gruppo Pd – è il cuore dell’economia della regione Puglia, una terra coperta per l’85% da terreni destinati alle coltivazioni. Si tratta di settore formato da diversi comparti tra cui l’olivicoltura è forse il più rilevante. Per questa ragione, siamo molto preoccupati dalla bozza di decreto che riguarda il primo pilastro della Politica agricola comunitaria (Pac), le cui scelte appaiono fortemente sbilanciate verso il nord e verso il settore zootecnico”.

“Al ministro – sottolinea Romano - chiediamo che si ascoltino le nostre istanze, poiché rappresentano quelle di tutto il comparto olivicolo, al fine di riequilibrare azioni che, qualora rimarranno allo stato attuale, contrasteremo duramente affinché l’olivicoltura, per la rilevanza economica ed occupazionale che riveste, ottenga la massima attenzione da parte del governo, e non una tanto inutile quanto ingiusta penalizzazione”.

“Già in passato – ricorda - risorse destinate alla Puglia ed altre regioni del Sud, come i fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), sono state dirottate al nord per il pagamento delle multe agli allevatori che avevano sforato le quote latte. Ancora oggi a causa di questo problema l’Unione europea ha sanzionato l’Italia con una multa da 1 miliardo e 400 milioni di euro”.

“Caro Ministro – conclude Romano - la Puglia non può permettersi di farsi sottrarre risorse che le spettano di diritto e che qualcuno tenta di distrarre, per ragioni squisitamente politiche. Faccia in modo che il ruolo istituzionale svolto sin qui dalla Puglia, per l'attività di coordinamento affidatagli dalla Conferenza Stato-Regioni, non sia strumentalizzato ma premiato, riconoscendo la sua capacità di saper mitigare gli effetti di una scelta proposta e portata avanti con determinazione dal governo nazionale”.

Camporeale, a quando le assunzioni nella sanità

 

“Il Piano di riordino ospedaliero e di rientro dal deficit è costato disagi e sacrifici enormi ai cittadini, che hanno pagato e continueranno a pagare per chissà quanto tempo sulla propria pelle e su quella dei propri familiari i costi di tagli e decisioni troppo spesso discutibili. Per questo, il via libera ministeriale al Piano predisposto dalla giunta per – si spera – correggere le storture e gli errori del recente passato e aprire finalmente una nuova fase di ulteriore riordino della rete ospedaliera, provvedere a una riorganizzazione complessiva del 118 e soprattutto affrontare l’emergenza legata alla carenza di personale attraverso l’assunzione di duemila nuove unità, rappresenta una significativa opportunità che non va sprecata”.

Il presidente del Gruppo del Nuovo Centrodestra in Consiglio regionale, Antonio Camporeale invita “il nuovo assessore alle Politiche per la Salute e i vertici regionali, manager delle Asl compresi, a seguire criteri esclusivamente logici e non clientelari nelle scelte prossime venture, non più intervenendo a macchia di leopardo in modo scriteriato ma operando nell’interesse dei cittadini e non dei partiti, cercando di sanare situazioni di assoluta emergenza e non continuando ad alimentare iniquità, polemiche e disservizi spacciati per servizi”.

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