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Al solito: dall'Ordine dei Giornalisti solo scaricabarile

In risposta al nostro articolo sui criteri alquanto, come dire, aleatori con i quali si è scelto di promuovere la lettura dei quotidiani (di carta) a scuola, è arrivato un "pezzullo" pubblicato anodinamente sul sito dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia che, giustamente, non viene letto se non da (alcuni) addetti ai lavori. Secondo l'autore (l'autrice?) del pezzullo il nostro articolo (firmato Redazione e dunque firmato) conterrebbe "una serie infinita di inesattezze" di cui però, ovviamente, non c'è traccia nel corpo della risposta. Ma andiamo con ordine.

Dopo una serie di precisazioni che ci permettiamo di definire pleonastiche e tautologiche (per chi si voglia togliere lo sfizio questo il link al suddetto pezzullo), chi scrive precisa al punto 3 che: 

Le segnalazioni dei nominativi dei colleghi giornalisti scelti sono state fatte dal segretario dell'Ordine, Gaetano Campione e riferiti al Consiglio. Così come i criteri adottati per la scelta: è stato chiesto all'Associazione della Stampa l'elenco dei colleghi in cassa integrazione o con contratto di solidarietà. Sono stati comunque individuati colleghe e colleghi in situazioni di difficoltà o provenienti da piccole attività editoriali. Questo perché il principio della solidarietà non sia solo "formale", ma abbia il pregio della concretezza. Negli anni passati i colleghi venivano invece scelti dai responsabili delle redazioni dei giornali coinvolti nel progetto.

Il che a) non esime la presidenza dell'ordine dal fornire criteri e spiegazioni con cui si sono operate le scelte e b) è in palese contrasto con quanto, a sua volta, ha precisato immediatamente dopo l'Assostampa di Puglia e cioè: Su esplicita richiesta, l’Associazione della Stampa di Puglia ha trasmesso all’Ordine l’elenco dei colleghi che negli ultimi tre anni hanno goduto (o godono attualmente) dell’indennità di disoccupazione in seguito alla perdita del posto di lavoro, che é cosa diversa dall’elenco dei cassintegrati e dei giornalisti in solidarietà, non richiesto ne' trasmesso.

E dunque questa "infinita serie di inesattezze" forse non è da attribuire a Puglia d'Oggi.it. Ma andiamo avanti. La richiesta di chiarimenti fatta da Puglia d'oggi, che non è un sito online ma una testata giornalistica depositata dal 1959, verteva soprattutto sul fatto che ben 13 mila euro siano stati destinati all'acquisto di copie cartacee di giornali che hanno diffusione limitatissima (tranne due o tre testate) ed alcune non sono neanche più in edicola. Ma su questo, neppure una parola, se non un vago cenno a una revisione (vedi punto 2) dell'elenco delle testate individuate. un po' poco come risposta a una "serie infinita di inesattezze".

Ma la vera chicca arriva al punto 5 dove si dichiara, con un candore che rasenta la sprovvedutezza che "Il progetto prevede da nove anni la lettura e il commento dei quotidiani locali. Non richiede competenze professionali specifiche".

Vista la levata di scudi, che sospettiamo leggermente pilotata, da parte di chi si è sentito offeso dal nostro articolo (vuoi per aver chiesto spiegazioni in merito ai criteri vuoi per aver sottolineato come alla scelta non siano stati ammessi dei veri precari o dei disoccupati senza alcun tipo di ammortizzazione), ci permettiamo di dire a nostra volta che, se fossimo noi fra i prescelti a questo punto ci sentiremmo davvero offesi e vilipesi. Se infatti non sono richieste competenze professionali specifiche perchè non ingaggiare i disoccupati di lungo periodo o i cassintegrati a zero euro delle Case di Cura Riunite?

Che vi sia un po' di stanchezza fra i vertici dell'Ordine, ormai quasi in scadenza di doppio mandato, lo si evince anche dall'ultimo punto del pezzullo, che intendeva rispondere alle nostre rimostranze circa il fatto che molte delle testate prescelte per il progetto di lettura non fossero esenti da problemi di precariato se non addirittura di lavoro nero: se l'ordine non c'entra nulla nè con l'editoria On line nè con il lavoro nero e il precariato, ci chiediamo, a cosa serve? A tutelare i tutelati? Infatti L'Assostampa scrive: Quanto alla lotta al lavoro nero e al precariato, il sindacato conosce i propri doveri istituzionali, che non smette mai di esercitare, anche grazie alla collaborazione con l’Inpgi, come peraltro dimostrato dai fatti. Con umilta' e rispetto per l'istituzione, ci si limita a osservare che se l’Ordine dei giornalisti si limitasse ad applicare la legge e a cancellare dagli elenchi chi risulta formalmente inattivo o evade l’obbligo contributivo, l’attività di contrasto del lavoro nero ne trarrebbe sicuro giovamento.

Dall'Ordine, insomma, nessuna vera risposta o vera precisazione che non fosse già nel nostro articolo. Nulla sulla questione epistemologica della lettura dei cartacei che costa 25 mila euro alla comunità, quando si potrebbero risparmiare almeno 13 mila euro se si priivilegiasse la lettura on line e si limitasse l'acquisto di poche copie solo a titolo esplicativo di alcuni "fondamentali" della vecchia editoria (ma tanto pare che non ci vogliano specifiche competenze, per cui...).

Nulla di nulla su precariato, disoccupazione e lavoro nero. Infine, una parola per quei colleghi che si sono risentiti e hanno parlato di una "guerra far poveri". Crediamo d'aver dimostrato che non siamo noi di Puglia d'Oggi a disprezzarli e a sottovalutarli. Anzi. In un momento così grave e pesante per chiunque faccia il nostro mestiere, è davvero il momento di "guardarsi dentro" e prendermi maggiori responsabilità.



 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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