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Shoha e Foibe, due modi diversi di ricordare per Introna

Due modi diversi per ricordare, due modi diversi per tramandare, soprattutto ai più giovani, il ricordo della tragedia della Shoah, dell'Olocausto subitò dagli ebrei e della tragedia delle Foibe, il genocidio a cui furono sottoposti migliaia di italiani nella Jugoslavia post-bellica.

Questo il senso della lettera inviata ad Onofrio Introna da Nino Marmo, vicepresidente del Consiglio Regionale. Un testo in cui si chiede per quale motivo le due giornate siano state "celebrate" in maniera così profondamente diversa ad opera del Consiglio regionale. Si tratta forse di una "gentilezza" di Introna al suo compagno di partito (entrambi candidati in Sel alle prossime elezioni) Nichi Vendola, che fu tra i pochi parlamentari a votare contro l'istituzione della legge per la giornata del ricordo dei martiti delle foibe?

 

“Caro Presidente,  non si può non condividere –sia pur priva di qualsiasi decisione a monte dell’Ufficio di Presidenza-  la rituale, solenne  celebrazione della “Giornata della Memoria” riferita alla Shoah ed all’internamento in campi di concentramento tedeschi di nostri militari, e non soltanto perché essa è sancita da una legge dello Stato, quanto soprattutto per il dovere che incombe su tutti noi di tener vivo lo sdegno per tanto orrore e tanto ingiusto dolore.

Condividerei altrettanto se analoga iniziativa venisse qualche volta assunta in ossequio ad un’altra legge dello Stato che ha inteso perpetuare il ricordo del genocidio e dell’esilio forzato degli Italiani di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia da parte dei comunisti titini, che non può essere surrogato in un’intollerabile discriminazione da un anonimo, freddo ed omertoso comunicatino di routine.  Tanto più una maggiore parità di trattamento tra questi due terribili tragedia collettive sarebbe doverosa, ove si consideri che molti profughi delle italianissime terre di cui sopra trovarono in Puglia accoglienza fraterna, divenendo rapidamente Pugliesi a tutti gli effetti.

Non voglio ovviamente pensare che tale discriminazione sia dovuta all’imbarazzo di un Governatore che, da deputato, fu tra i pochi a votare contro l’istituzione della Giornata del Ricordo, per un qualche riflesso condizionato dall’infamia del comportamento del suo Partito d’origine nei confronti di una comunità rea soltanto di essere italiana e di essersi trovata sulla strada di un tiranno comunista.

A futura memoria, con i miei più cordiali saluti. Nino Marmo”

Scritto da Redazione
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