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Vendola non molla. Almeno finchè non deciderà che è il momento giusto

La Puglia è ferma, immobile, da mesi in attesa delle elezioni politiche nazionali ed ora, chissà per quanto altro tempo, in attesa delle definitive decisioni ed opzioni a disposizione del Presidente Vendola, eletto anche in Parlamento.

Così si è espessa l'Upi (Unione delle Provincie Italiane) regionale, con una conferenza stampa che non ha lesinato critiche e polemiche al presidente della Giunta Regionale.

"Accanto ai tantissimi problemi della economia reale, segnaliamo - hanno detto i presidenti di provincia pugliesi -  l'immobilismo nelle scelte strategiche della Regione, sull'utilizzo dei fondi comunitari, sulla riforma di settori essenziali come, in primis, quello sanitario. Eppure le Province si erano proposte, e da subito rese disponibili, per collaborare con la Regione in quelle attività che la Costituzione riconosce alle stesse, come ente intermedio, di area vasta, per attendere a compiti e funzioni sovracomunali. Invece, no! Si è preferito lasciare i problemi insoluti e sullo sfondo. Sono nate e proliferate autorità, istituiti, enti, agenzie e consorzi, costituite società per azioni, tutte entità strumentali poco trasparenti, vere e proprie satrapie, centri di potere e di clientele che drenano risorse finanziarie e alimentano lo sperpero di denaro pubblico; sono stati addirittura fatti “risorgere” i Consorzi per lo sviluppo industriale che erano stati soppressi, enti che a loro volta, e al proprio interno, hanno generato società, ovviamente a capitale pubblico, con il compito di erogare servizi, che per istituto spettano proprio agli stessi Consorzi"

Ma la risposta di Nichi Vendola non si è fatta attendere. Il presidente non ci sta e non le manda a dire. E' diretto e va subito al punto. Non intende lasciare la Puglia fino a quando non riterra conclusa la legislatura.

“Se ne facciano tutti quanti una ragione. Resterò ben saldo al timone della Puglia fin quando non riterrò conclusa la legislatura”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola risponde ai Presidenti delle province pugliesi.

“Non ho alcuna intenzione - ha proseguito Vendola - di abbandonare la Puglia, una regione che, rammento ai miei smemorati colleghi che invece di governare si divertono a distribuire documenti, siamo riusciti a trasformare radicalmente in questi anni di governo regalandole indicatori economici importanti in un periodo buio e tempestoso come questo che stiamo vivendo. Oggi, alla vigilia di una crisi ancora più drammatica e dai toni sempre più foschi, continuare a giocare strumentalmente sul futuro della Puglia è davvero scandaloso. Ripeto, io resto in Puglia e non vi è alcuna incertezza al riguardo”.

Tra le parole di questa risposta si capisce chiaramente qual'è l'intenzione di Nichi Vendola. Intende tirare per le lunghe, e comunque il più tardi possibile, l'opzione. Per cui si prenderà tutti i 60 giorni previsti dalla legge, e probabilmente qualcuno in più, fino a quando eventualmente la Commissione elettorale della Camera gli chiederà formalmente una scelta. E forse la scelta non avverrà nemmeno allora. Per lo meno fino a quando non avrà ritenuto, Vendola, che sia il momento giusto per andare alle urne.

Che sia un calcolatore politico non c'erano dubbi. Ma che potesse piegare le sorti delle Istituzioni alla sua personale volontà... beh... siamo arrivati a questo punto. Del resto le parole di Nichi Vendola sono chiarissime!

Nè sortirà alcun effetto l'occupazione dell'Aula consiliare in atto da ieri mattina ad opera dei consiglieri regionali di Pdl e I Pugliesi per Palese.

Bisogna farsene una ragione. E Vendola dal punto di vista della strategia politica è straordinariamente... berlusconiano. Conosce i pro e i contro di ogni sua parola e di ogni suo gesto. E non lascia mai niente al caso.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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