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Donne, la parità di genere e il Comitato "50 e 50"

Ai fini della piena attuazione del principio della parità di genere che trova il suo fondamento negli art 3 e 51 della Costituzione, il Parlamento a Novembre ha approvato in via definitiva un disegno di legge che rappresenta una enorme innovazione a proposito di pari opportunità.
La legge 23 Novembre 2012 n.215, entrata in vigore a Dicembre, prevede che la composizione delle liste debba essere articolata in modo tale che nessuno dei due sessi abbia più di due terzi di presenza nelle liste.

Viene in primo luogo modificata la normativa per l’elezione dei consigli comunali. Per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, la legge, riprendendo un modello già sperimentato dalla legge elettorale regionale della Campania,  prevede una duplice misura:

  • la cd. quota di lista: nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi; peraltro, solo nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti il mancato rispetto della quota può determinare la decadenza della lista;
  • l’introduzione della cd. doppia preferenza di genere, che consente all’elettore di esprimere due preferenze (anziché una, come previsto dalla normativa previgente) purché riguardanti candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Per tutti i comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti è comunque previsto che nelle liste dei candidati è assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi.

Nella legge sulla par condicio, viene infine sancito il principio secondo cui i mezzi di informazione, nell’ambito delle trasmissioni per la comunicazione politica, sono tenuti al rispetto dei principi di pari opportunità tra donne e uomini sanciti dalla Costituzione.
Negli stessi giorni in cui alla Camera passava questo provvedimento, la Puglia viveva un episodio di carattere opposto.

Il comitato "50 E 50" di cui faccio parte, aveva raccolto nei mesi precedenti oltre 30.000 firme per chiedere alla nostra Regione di adottare una nuove legge elettorale, sul modello di quella campana al fine di mutare la composizione del nostro Consiglio regionale in carica che vede la presenza di sole 3 donne su 72 consiglieri, un divario vergognoso!

Quando la proposta di legge è arrivata in discussione in aula, alcuni consiglieri hanno chiesto e ottenuto il voto segreto ed ovviamente la legge è stata respinta.

In continuità con questa lotta di cui sono stata partecipe, nei giorni scorsi ha inviato una raccomandata alla Commissaria prefettizia Anna Maria Manzone per chiedere che la legge nazionale sia recepita quanto prima.

E' importante che le immininenti elezioni amministrative, che si celebreranno a Barletta, trovino nella legge per la doppia preferenza un mezzo per uscire da una situazione, nella presenza dei due sessi abbastanza anomala.

Vorrei ricordare che lo scorso consiglio comunale, sciolto per le dimissioni della maggioranza dei suoi membri a Ottobre, era composto quasi esclusivamente da uomini: due sole donne, entrambe della minoranza di centrodestra.

E la prima Guinta Maffei era composta da soli uomini, la seconda da tutti uomini esclusa una donna.

Auspico su questi temi una pronta risposta ed una reale partecipazione da parte di uomini e donne che ritengono il tema della rappresentanza non monosessuata, un tema di estremo rilievo per il futuro della nostra città.

Francesca Dascoli

Membro consulta regionale femminile

Scritto da Redazione
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