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Per la Bridgestone è battaglia comune

Una seduta monotematica di Consiglio regionale, interamente dedicata alla brutale comunicazione, durata pochi minuti di video conferenza, con cui la multinazionale giapponese comunicava l'irrevocabile decisione di chiudere, dopo mezzo secolo, lo stabilimento della Bridgestone, preceduta da un lungo incontro con le maestranze, in rappresentanza di 950 lavoratori che rischiano il lastrico con le loro famiglie.

“Proviamo a reagire. La Bridgestone non è una fabbrica decotta e gli operai di Bari sono tra i migliori del mondo: noi produciamo pneumatici di grande qualità per le migliori case automobilistiche del mondo”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola a margine dell’incontro avuto, insieme al Sindaco di Bari Michele Emiliano, al Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna, all’Assessore regionale al Lavoro Elena Gentile e a tutti i capigruppo i maggioranza e opposizione del Consiglio Regionale, con la delegazione dei lavoratori della Bridgestone di Bari.

Nel corso dell’incontro il Presidente Vendola e il Sindaco Emiliano hanno presentato una campagna istituzionale di comunicazione internazionale contro la chiusura dello stabilimento di Bari: si tratta di un manifesto con la scritta “Harakiri is not a good business” e una spilletta “Boycott Bridgeston”.

Saranno questi, secondo Vendola, “gli stendardi di una campagna internazionale di boicottaggio. È una prova d’orchestra di quello che intendiamo fare se la riunione del prossimo 14 marzo convocata al Ministero dello Sviluppo Economico, dovesse rappresentare un nulla di fatto. Noi abbiamo bisogno che in quell’occasione il board europeo della Bridgestone cancelli l’aggettivo “irrevocabile” rispetto alla scelta di chiusura che hanno annunciato con violenza, creando sconcerto e sgomento non soltanto tra i lavoratori, ma tra tutti i cittadini pugliesi”.

“Non si possono cancellare con un tratto di penna – ha proseguito Vendola in aula consiliare – cinquant’anni di straordinaria vicenda operaia e industriale. Noi intendiamo trasformare la vicenda della Bridgestone in un caso diplomatico politico internazionale e pensiamo che il management giapponese debba riflettere attentamente. Racconteremo anche in Giappone qual è la superficialità e la violenza con cui alcune imprese pensano di operare, buttando sulla strada migliaia di operai e mettendo sul lastrico tante famiglie senza nessuna ragione economica. La Bridgestone è una fabbrica che continua a produrre profitti, che fa pneumatici di altissima qualità: la difenderemo con le unghie e con i denti”.

Anche le motivazioni addotte dall’azienda nipponica, secondo cui ci sarebbero problemi legati alla logistica infrastrutturale, appaiono, per il Presidente della Regione Puglia, del tutto infondate. “L’azienda – ha evidenziato Vendola – dovrebbe essere un po’ più seria, perché è una fabbrica che è a pochi metri dal porto, dall’aeroporto, dalla ferrovia e dall’autostrada e ha una posizione logistica perfetta. Credo che dopo cinquant’anni, accorgersi che si è in una collocazione scomoda mi pare che sia soltanto fiction”.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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