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Regione: così nasce il Vendola-ter

Dunque, dopo una decina di giorni di tira e molla, di equilibri da ritrovare, di maggioranza da soppalcare e di tensioni da smorzare, la nuova giunta è stata varata quesa mattina a Bari da Nichi Vendola. Entrerà ufficialmente nel pieno dei poteri a partire da lunedì prossimo.

Da 15 si scenderà a 13 assessori, mentre gli esterni sono 6. Sei uomini e sei donne, con 5 rappresentanti del Partito Democratico, 1 dell'Idv, 1 di Scelta Civica Monti e 5 di area "Vendoliana".

Il primo, importante aspetto da sottolineare è l'apertura a Scelta Civica, con l'inserimento di Di Gioia all'interno della coalizione di Giunta. Eletto con il Pdl, Leonardo Di Gioia aveva annunciato il suo passaggio al gruppo misto all'indomani della sua scelta di canddarsi con i montiani alle ultime elezioni politiche. Dopo di che la scelta di Vendola che, se a Roma vede come fumo negli occhi la possibilità di una alleanza con l'ex Premier ed i suoi eletti, evidentemente a Bari ha bisogno di puntellare la sua maggioranza, ed un voto in più non fa mai male (considerando che poi in voti in consiglio potrebbero essere anche più d'uno). A lui è andato il Bilancio, pilastro della politica e punto di snodo per la maggioranza negli anni passati.

Secondo aspetto. Il Pd reclamava per se fortemente l'assessorato alla Sanità, dopo che tutti, Vendola in primis e Pd a ruota, hanno giudicato profondamente insufficiente l'esperienza assessorile di Ettore Attolini, uomo di ospedale ma non di direzione politica per uno dei settori fondamentali della politica regionale. Al suo posto Elena Gentile, che vede allargarsi le sue deleghe. Insieme al Welfare, infatti, ci sarà anche la Sanità, in una sorta di "superassessorato".

Terzo aspetto. Fabiano Amati paga la sua posizione non allineata all'interno del Partito Democratico con l'esautoramento dalla Giunta. Le sue deledhe sono state scorporate, in parte assegnate a Guglielmo Minervini (che lascia i trasporti per le politiche giovanili e lo sport) ed in parte ad Antonio Decaro (Mobilità ed infrastrutture). Amati voleva la testa di Blasi, Blasi è riuscito, per il momento, ad avere la sua testa. Qui si spende anche un piccolo "brivido" legato all'accettazione di Decaro. E' stato appena eletto deputato. Rinuncerà al suo seggio per la delega assessorile? Vedremo, ma non ne siamo certi.

Così nasce il Vendola-Ter, il secondo governo della legislatura, per due anni che si promettono davvero duri e complicati.

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Scritto da Roberto Mastrangelo
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