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Vendola bifronte non ci sta: o come dico io o tutti a casa

Vendola-bifronte. A Roma con Grillo, a Bari con Monti. Da una parte dice di rinunciare alla Camera perchè ha più interesse ad occuparsi delle cose pugliesi, dall'altra continua a parlare come se fosse a Montecitorio.

''L'auspicio è che si possa determinare una scelta in favore di un candidato del Movimento cinque stelle'': lo dice il leader di Sel Nichi Vendola, nel corso di una conferenza stampa, in merito all'elezione del presidente della Camera e sottolineando di auspicare un ''atto unilaterale del centrosinistra''.

Vendola ci tiene a evidenziare come Sel non voglia ''piantare bandierine ma contribuire a sbloccare la situazione''.

Da una parte litiga e strapazza il Pd pugliese, tanto da far alzare la voce a Sergio Blasi, che mette sub iudice le nuove deleghe almeno fino alla direzione regionale di lunedì prossimo, dall'altro suggerisce a Bersani il coinvolgimento di tutte le forze che si erano unite sotto lo stesso cartello elettorale prima delle elezioni (ovvero se stesso e pochi altri eletti con il Centro Democratico, tra l'altro).

Da una parte medita se, come e quando chiudere la legislatura regionale, dall'altro parla di una Giunta da combattimento, perchè i problemi della Regione sono tanti e sono grossi.

''Ho proposto una giunta di combattimento e se ai partiti non va bene quella scelta le mie dimissioni sono nelle loro mani'': così si è espresso Vendola oggi, sottolineando di ''non essere disposto a subire i giochi e i ricatti dei partiti''.

Traduzione dal poetichese: O gli assessori sono quelli che dico io, e si prendono le deleghe che dico io, o tutti a casa, e sono cavoli vostri, con il vento che tira in Puglia.

Da un lato censura Berlusconi e il Pdl che manifesta a Milano contro i giudici, dall'altro solleva un polverone e promette di querelare questo mondo e quell'altro quando viene pubblicata la foto che lo vede alla stessa tavola del giudice che, qualche anno dopo lo assolve (in primo grado, mentre oggi c'è stato il ricorso verso la Sentenza) dall'accusa di abuso di ufficio.

Naturalmente mentre a Roma sottolinea come l'unica via percorribile sia quella dell'alleanza, o per lo meno della desistenza, con i grillini, a Bari il buon Nichi (che nel frattempo ha rinunciato al suo seggio per poter restare a cavalcioni della Puglia) non esita a fare esattamente il contrario di quello che ha detto in campagna elettorale, spalancando le porte della sua Giunta al centro ed assegnando l'Assessorato alla Sanità a Di Gioia, candidato alle ultime elezioni con Scelta Civica di Mario Monti.

Cosa non farebbe pur di tamponare la sua poltrona traballante.

 

Scritto da Redazione
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