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Archeologia: i successi in Turchia rivelano la visione miope della Regione

 

Il vicepresidente della Provincia di Lecce Simona Manca si congratula con l’archeologo Francesco D’Andria dell’Università del Salento per le importantissime scoperte che sta compiendo in Turchia. L’ultima riguarda l’individuazione del mitico “Plutonium”, cioè la cosiddetta “porta dell’inferno” di Hierapolis, antica città sacra della Frigia. Un risultato eccezionale per l’archeologia italiana e per il patrimonio storico della Turchia.

“Sono davvero contenta - dice - di quello che D’Andria sta facendo in Turchia e su Hierapolis e di questa ultima magnifica scoperta. Da salentini e da italiani dobbiamo essere grati al nostro archeologo, che sta tenendo alto il nome dell’Università del Salento e del Salento tutto.

Questa vicenda, però, rispolvera una questione che ho sollevato in tempi non sospetti e che oggi mi sembra giusto evidenziare nuovamente. Forse non tutti sanno che le scoperte di D’Andria a Hierapolis (che è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco) hanno portato le autorità turche negli anni scorsi ad investimenti molto ingenti per la ricerca archeologica. La città sacra della Frigia oggi è visitata da milioni di turisti ogni anno ed il lavoro di ricerca e di ricostruzione che l’equipe italiana sta facendo porterà quel sito nel giro di pochi mesi ad essere ancora più grande e importante dal punto di vista storico e quindi interessante sul versante turistico.

Questo - continua ancora Simona Manca - fa apparire sempre più miopi certe scelte che si compiono in Italia e mi riferisco in particolare a quelle della Regione Puglia che, nel comparto culturale in senso lato, ha investito e continua ad investire milioni di euro per manifestazioni ed eventi (ad esempio, la Notte Bianca) che hanno una valenza infinitamente più piccola di una scoperta archeologica. La politica poco lungimirante di Vendola lo ha portato in questi anni ad inseguire risultati di cortissimo respiro come le presenze turistiche relative ad una singola rassegna o cose che durano comunque dalla sera alla mattina, cioè un successo effimero e fine a se stesso. Quando invece sarebbe stato certamente più opportuno indirizzare fondi, anche e soprattutto quelli comunitari, ad esempio verso i cantieri dell’archeologia in Puglia. Cioè, investimenti a lunga scadenza. Basti pensare che a Rudiae, causa la mancanza di fondi, lo stesso D’Andria non può proseguire gli scavi e le sue ricerche sul teatro e su chissà quali altri tesori custoditi in quel sito.

Una visione strategica vera nella politica regionale - conclude - avrebbe portato a orientamenti ben diversi da quelli attuali. Del resto, credo di rivolgere critiche molto fondate, visto che quello che accade a D’Andria in Turchia è esemplare”.    

Scritto da Redazione
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