testata_web_pdo_5arancione.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Alcune riflessioni sul sistema pugliese dei laboratori di analisi

 

Laboratori di analisi in Puglia. Necessita fare chiarezza sul destino di quelle strutture che sono state già penalizzate dai criteri di assegnazione dei tetti di spesa negli anni 1999-2011.

E' una situazione che si trascina sin dal 1 gennaio 1999 e che ora,  l’eventuale adozione del  nuovo tariffario, non potrà che sancirne definitivamente la chiusura con il declassamento a punti prelievo.

L’attività laboratoristica, per l’entità dei  costi di gestione che richiede, è un’attività, dai connotati imprenditoriali oltre che professionali  e  non può  pertanto essere esercitata in base ad un punteggio che ne  determini l’ammontare del fatturato da sviluppare.

Gli erogatori inoltre  sono costretti ad operare in un mercato che non è un vero mercato ma ”un quasi mercato” ovvero un mercato protetto dai ticket e dalle esenzioni ed alcune strutture, ancora oggi, sono assegnatarie di un tetto di spesa  che non copre  i costi minimi che la normativa vigente di settore richiede (il riferimento è ai requisiti minimi richiesti dal regolamento n. 3 del 2005 così come modificato ed integrato nel 2010 )

E’ pertanto assolutamente necessario che i volumi di attività siano distribuiti quanto meno in quantità adeguata   alle caratteristiche minime oggettive delle strutture  che il regolamento regionale  prescrive

Nella nostra Regione, invece, l’abolizione del riferimento storico e le  modifiche introdotte dalla delibera di Giunta Regionale  n. 1500 del 2010 non  sono servite  a dare pari dignità a tutti i laboratori e ad abolire le iniquità presenti ( in parte determinate anche dall’attribuzione di punteggi incongrui) 

Per  non parlare poi delle distorsioni  del sistema nell’assegnazione dei fondi in conseguenza della fortuita allocazione della struttura sul territorio.

Legittimamente,  la normativa considera la locale domanda di prestazioni nell’assegnazione dei fondi ma non è ammissibile che a distanza di 10-20 km,  laboratori con identica organizzazione beneficino di  un tetto di spesa maggiore del doppio se non del triplo rispetto ad altri che sono ubicati in zone più servite e pertanto sono assegnatarie di un tetto di spesa che non copre neanche i costi minimi di gestione

Occorre quanto meno  pianificare l’attività sul territorio come avviene per le Farmacie 

In ogni caso, considerato anche che oltre il 90% dell’attività è costituita da prestazioni di Patologia Clinica e Microbiologia eseguibili da tutti i laboratori, la quasi totalità delle risorse (80-90%) andrebbe distribuita in parti uguali tra tutti gli erogatori e solo per la differenza (10-20%) si dovrebbe fare riferimento ai punteggi  e quindi alle griglie stabilite dalla delibera n. 1500 del 2010.

Infine, malgrado la  visione del management sia rivolta essenzialmente al risparmio, per le realistiche contingenti difficoltà economiche, occorrerebbe rifinanziare la branca in considerazione dell’indispensabile potenziamento delle attività sul territorio conseguente al riordino ospedaliero.

Dottor Leonardo Perrone

Operatore del settore

Scritto da Redazione
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %