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Legge elettorale, no alle riserve, si alla qualità

C'era una volta l'obiettivo di modificare la legge elettorale pugliese, per renderla omogenea con la norma dello Statuto, ed anche per evitare un vero e proprio "ciambotto" istituzionale, ovvero andare a votare (quando sarà il tempo) con una legge che al momento è stata dichiarata incostituzionale.

C'è da pensare alle norme di genere, alla rappresentatività, ai nuovi gollegi elettorali, a nuove forme di premialità per garantire governi stabili e duraturi. Insomma, di lavoro ce n'è tanto.

In Regione, però, sono in molti a non essersene accorti.

Dopo tre mesi di pausa praticamente soltanto oggi si è tornatoa parlare di legge elettorale, con la riunione della Commissione Affari Istituzionali.

“L’obiettivo della nuova legge elettorale non può essere quello di creare delle ‘riserve’ ma quello di puntare sulla qualità degli eletti, siano uomini o donne. Nel momento in cui si riduce il numero dei consiglieri occorre mettere in atto tutte quelle condizioni che consentano l’elezione delle migliori candidature”.

È quanto affermato dal presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, durante i lavori della VII Commissione che oggi ha avviato la discussione sulla nuova legge elettorale. La riflessione del capogruppo Udc si è incentrata, in particolare, su due punti: la parità di genere e l’esigenza di garantire maggiore governabilità.

“Con la previsione di una ‘riserva’ non si migliora la politica – ha sottolineato il presidente Negro – Prima di tutto occorre eliminare quelle condizioni che oggi ostacolano la partecipazione attiva delle donne alla vita politica. Se ciò avvenisse siamo sicuri che le donne elette sarebbero in numero assai superiore a quello degli uomini, senza alcun bisogno di prevedere riserve di legge. La rivoluzione deve partire prima di tutto dai partiti che dovrebbero candidare alle assemblee elettive, Consiglio regionale o Parlamento, uomini e donne con esperienze amministrative negli Enti locali, che rimangono un banco di prova importante per valutare la dedizione all’interesse comune anziché a quello personale. Le candidature imposte da una legge non porteranno nessun valore aggiunto o miglioramento alla qualità della politica e della classe dirigente”.

Per quanto riguarda il secondo punto, cioè l’esigenza di garantire maggiore governabilità, Salvatore Negro ha richiamato la proposta di legge del Gruppo Udc, condivisa da altri Gruppi consiliari, che prevede tra l’altro, l’elezione diretta del vice presidente della Regione con funzioni vicarie in caso di dimissioni volontarie, rimozione, impedimento permanente o morte del Presidente al fine di determinare le condizioni istituzionali per la continuità della legislatura all’eventuale verificarsi di tali circostanze. “Una proposta quanto mai attuale – ha concluso Negro – considerato quanto sta avvenendo nella Regione Puglia dove un presidente, che ha in tasca la nomina di parlamentare, si può permettere di ricattare il Consiglio regionale e lo stesso partito di maggioranza, trasmettendo un senso di provvisorietà e precarietà delle Istituzioni e provocando un rallentamento, o in alcuni casi anche la paralisi, della vita amministrativa, con gravi ripercussioni sullo sviluppo economico e sociale del territorio”.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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