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Vendola si dimette da parlamentare. E gli altri?

"Ho presentato a Montecitorio le mie dimissioni da parlamentare. C'è stata contro di me una strumentale e infondata campagna di stampa, con menzogne e meschinità sul fatto che avrei potuto sommare emolumenti differenti. Io non ho mai avuto nessuna intenzione di restare deputato. Ho detto che voglio restare presidente della Regione Puglia, e lo farò".

Con queste parole il presidente della giunta regionale Nichi Vendola ha finalmente concretizzato la sua promessa e le sue dichiarazioni, a qualche giorno dal voto, di voler continuare a guidare l'esecutivo regionale. Per farlo avrebbe dovuto rinunciare alla sua poltrona in Parlamento e, dopo 40 giorni, ecco le dimissioni.

Le valutazioni che si possono fare a margine di quanto dichiarato da Vendola sono diverse. "Non ho mai avuto nessuna intenzione di restare deputato". Che significa? Che fin dall'inizio sapeva di voler rinunciare al seggio parlamentare? Ed allora non avrebbe fatto meglio, una volta perse le primarie, a dedicarsi al 100% alla Regione Puglia?

Da dicembre fino ad aprile ci sono stati 4 mesi in cui Vendola ha sottratto, a questo punto si potrebbe anche dire deliberatamente, tempo ed energia al suo ruolo prima per una campagna elettorale e poi per le trattative legate alla formazione del governo che non lo avrebbero comunque scientemente visto protagonista. Forse avrebbe potuto risparmiarselo e non far perdere tempo ai pugliesi.

Seconda considerazione. Ci sono altri 10 parlamentari che siedono ancora in consiglio regionale. Sia della maggioranza che dell'opposizione. Cosa faranno? I vari Cassano, Decaro, Palese, Chiarulli... i nomi sono noti, sono settimane che lo scriviamo. Anche da loro ci aspettiamo una scelta. Ed anche in fretta.

Le ambiguità non ci sono mai piaciute.

Un ultima considerazione va fatta sulla campagna stampa sul doppio emolumento che avrebbero percepito. E' evidente che si tratta di una bufala montata da qualche giornalista che conosce male le cose. Uno dei primi atti dell'Ufficio di Presidenza della Regione Puglia, infatti, è stato quello di "congelare" gli emolumenti di tutti i consiglieri eletti in parlamento, fino a quando ci fosse stata l'opzione. Proprio per evitare doppie elargizioni.

In questo la Puglia è stata molto prudente, precisa e decisamente molto più avanti rispetto ad altre realtà regionali, dove i soldi vengono sperperati in ben altro misura.

 

Scritto da Roberto Mastrangelo
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