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Cgil Bari e Regione Puglia insieme per rispondere ai cittadini sull'emergenza sanità

"Rinnovare la complicità con la Cgil di Bari per raggiungere un obiettivo comune: una grande alleanza per dare risposte ai cittadini sul bisogno di salute. L’appuntamento con il sindacato ma soprattutto con i cittadini è fra 6 mesi, un anno al massimo, per rendicontare quanto è stato fatto dalle istituzioni in materia si salute e di integrazione socio-sanitaria". A dichiararlo è l’Assessore al Welfare e alla Sanità Elena Gentile intervenuta oggi all’iniziativa “Salute: diritto senza età”, organizzata nell’ambito della campagna Prerogative Sindacali ’13 da Cgil Bari, Funzione Pubblica e Sindacato dei Pensionati, nell’Aula Magna De Benedictis della Facoltà di Medicina del Policlinico di Bari.

Si rende necessario, dunque, coordinamento tra politiche sociali e sanitarie pubbliche per riportare al centro dell’attenzione una riflessione sull’integrazione socio-sanitaria anche a seguito dell’unificazione degli assessorati al welfare e alla salute. "Si tratta di un segnale che abbiamo colto favorevolmente - spiega il Segretario Generale della Funzione Pubblica Domenico Ficco - ma che va praticato nella sostanza per ottenere scelte che producano maggiore efficienza nei servizi socio-sanitari, ottimizzando la spesa e migliorando la rete assistenziale a favore dei cittadini".

E un’iniziativa importante come ha sottolineato a più riprese Ludovico Abbaticchio, Assessore al Welfare del Comune di Bari, secondo cui con questo momento di riflessione si potrà aprire la strada alla grande alleanza dei patti territoriali per la salute con percorsi di inclusione sociale e lavorativa fondamentali per dar vita a nuove politiche della salute, divenute un impegno inderogabile.

A questo proposito, una serie di intese sono state già firmate dal Comune di Bari, ricorda Vitangelo Dattoli, direttore Generale del Policlinico di Bari "al fine di stringere una serie di relazioni sociali e assistenziali per un’autentica integrazione delle cure mediche con le rete di servizi ai cittadini, detentori di un bisogno di salute che deve travalicare i muri del più grande ospedale della Puglia". Quell'ospedale che accoglie 4000 studenti che, alla fine del proprio percorso, dovranno con molta probabilità rinunciare ad intraprendere una carriera universitaria perché "anche la formazione è stata pesantemente falcidiata dai tagli del Governo centrale", come afferma il Preside di Medicina Paolo Livrea. Solo negli ultimi 5 anni, infatti, l’Università ha perso 97 docenti non sostituiti, numero a cui va aggiunta anche l’abolizione della figura del ricercatore universitario.

Antonio Grisorio, Responsabile Funzione Pubblica Cgil Azienda Policlinico di Bari, Mauro De Pasquale, Capolega Spi Cgil Bari e Gianfranco Visicchio, Presidente Consorzio Meridia si sono soffermati sull’importanza di avviare un processo di riordino delle cure primarie ripartendo proprio dal territorio, luogo elettivo della prevenzione e cura delle patologie croniche. La gestione integrata tra pubblico e privato sociale potrebbe contribuire a ridurre la distanza tra ospedale e cittadini andando a supportare il lavoro fatto dalle aziende ospedaliere. Di certo va dato atto alle istituzioni del nostro territorio di aver espresso una sensibilità nuova rispetto al passato, pensiamo ad esempio che per l’assistenza domiciliare integrata (ADI) agli anziani di Bari spetterebbe una tranche di risorse già stanziata pari a 2 milioni e 730 mila euro, ma non basta perché restano ancora troppe le criticità sulle quali all’unisono i relatori hanno espresso l’urgenza di interventi immediati e risolutori.

Più in generale, l’insoddisfazione dei Pugliesi riguarda principalmente il mancato avvio della medicina del territorio, spiega Maria Atonelli Segretario Generale Spi Cgil Bari: "Sono soprattutto gli anziani ad esserne penalizzati insieme a tutti i soggetti deboli perché costretti ad una mobilità difficile da gestire".

Gli fa eco il Segretario Generale Cgil Puglia Gianni Forte: "La salvaguardia del diritto alla salute è l’unico modo per cicatrizzare la frattura creatasi fra le aspettative dei cittadini e le non risposte delle istituzioni nei precedenti anni di Governo. E il cittadino è diventato paradossalmente il colpevole di questa situazione di incertezza che ha via via innescato un mix esplosivo di disagio sociale".

Ma le priorità della Puglia, così come del Paese intero, si ritrovano nel lavoro e nella dignità, un concetto espresso da Carla Cantone, Segretario Generale Nazionale Spi Cgil. "Investire in sanità - ha detto la Cantone - significa produrre lavoro e quindi meno precarietà e maggiori opportunità occupazionali. Altro concetto cardine quello della dignità ha a che fare con il diritto alla salute che non può e non deve essere considerato esclusivamente un costo. Occorre, quindi, una sanità che risponda al nuovo modello sociale cambiato negli ultimi 20 anni che prevede una vecchiaia più lunga che va vissuta con un benessere dove la longevità deve andare a braccetto con la tutela del reddito degli anziani".  

Scritto da Andrea Dammacco
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