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Regione, dietrofront sulla legge per il riscatto della contribuzione previdenziale

Con 50 voti a favore e un astensione (voto segreto) il Consiglio regionale ha abrogato l’art. 2 della L.R. n. 11/2013 che prevedeva  l’eventualità per i consiglieri regionali di completare la contribuzione previdenziale, con un riscatto comunque a titolo oneroso a carico degli interessati. Una legge approvata soltanto un mese fa ma che ha destato un vespaio di polemiche e che alla fine ha convinto tutti a fare marcia indietro.

Il Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha dato atto al presidente della VII commissione consiliare  (investita ieri della questione) Giannicola de Leonardis di aver compiuto ogni tentativo utile per deliberare sull’argomento tanto delicato quanto spinoso come il riscatto previdenziale (oneroso) dei vitalizi per i consiglieri regionali in carica. Ma impedimenti tecnici oggettivi legati al quorum dell’organismo non hanno potuto consentire l’esame del provvedimento. Non avendo ancora potuto sostituire i quattro componenti dimissionari, perché eletti al Parlamento, la commissione, infatti,  non è stata in condizione di assumere decisioni, per le quali è tenuta peraltro ad osservare una maggioranza qualificata.

L’emendamento approvato dal Consiglio regionale il 3 aprile scorso – ha aggiunto Introna - nel prevedere l’eventualità per i consiglieri regionali di completare la contribuzione previdenziale, con un riscatto comunque a titolo oneroso a carico degli interessati, valeva quale interpretazione autentica della legge regionale n. 34/2012.  Questa, tra le misure tese alla riduzione dei costi della politica, ha disposto com’è noto la cancellazione dell’istituto del vitalizio  a far data già dal 1 gennaio 2013.

"Dal momento che l’emendamento in oggetto – ha precisato il presidente dell’assemblea legislativa - si è prestato ad una diversa interpretazione, del tutto estranea agli obiettivi che i presentatori si prefiggevano e per confermare la trasparenza dell’operato del Consiglio regionale pugliese, l’Ufficio di Presidenza, d’intesa con i Presidenti dei Gruppi consiliari – che hanno all’unanimità condiviso e sottoscritto la proposta di cancellazione – ha ritenuto di proporre l’immediata abrogazione della norma".

In precedenza erano intervenuti Davide Bellomo (I Pugliesi) , che è anche componente della VII commissione consiliare,  che ha dato atto della correttezza dell’operato del presidente De Leonardis (“la pdl non è passata per un fatto puramente normativo a seguito della mancanza del numero legale, conseguente alla assenza dei componenti della commissione eletti parlamentari”) e lo stesso presidente De Leonardis che ha attaccato pesantemente il maggiore quotidiano regionale a seguito di un articolo pubblicato in cui “ha avuto luogo una mistificazione della realtà e attacchi ingiustificati che non hanno alcun collegamento con la realtà”. De Leonardis ha parlato di un “giornalismo d’assalto di bassissimo profilo”.

Quindi la votazione finale sul provvedimento che è stato anche approvato con la procedura di urgenza all'unanimità.

Scritto da Redazione
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