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Rifiuti, quello che non hanno fatto in 8 anni lo faranno in tre mesi

Otto anni di ritardi, ripensamenti, dibattiti, cambi di programma, imprevisti e mugugni, ma il Partito Democratico alla Regione Puglia ne è certo:  il Piano dei rifiuti sarà in Consiglio regionale entro la fine di luglio.

L'unico dato di fatto è, però, che la Puglia è indietro anni luce rispetto ad altre realtà italiane, non è stata capace negli otto anni in cui è stata guidata da Nichi Vendola di dotarsi di un piano generale, ma anche di prevedere una soluzione al fisiologico esaurimento delle discariche in corso (tanto è vero che in quasi tutte le discariche pugliesi siamo in regime di proroga, e in più casi la magistratura sta indagando, spesso sequestrando gli impianti, come nel caso di Conversano, tanto per restare alla stretta attualità). Guai, poi, a parlare di termovalorizzatori, di ciclo combinato e di gestione del riciclo.

Tutto è stato abbandonato, colpevolmente, da una Regione incapace di guardare dietro le mura dei palazzi di Bari, e affidato agli sforzi dei singoli Comuni che, da soli ben poco hanno potuto fare, tranne poche gocce di eccellenza in un mare di mediocrità. Ma d'altronde, se manca la testa è difficile immaginare che le braccia possano progettare senza il coordinamento del cervello.

Ma adesso, in due mesi... tutto sarà risolto e come per magia tutti i tasselli di un piano che definire utopico in questi 8 anni sarebbe eufemistico, sarà approvato, possibilmente anche con l'affinamento della programmazione. Parola di Romano.

Il capogruppo del Pd, Pino Romano, ha infatti spiegato nel corso di una conferenza stampa che il suo partito  continuerà nell’azione di approfondimento sui contenuti del Piano “per giungere, dopo il passaggio dell’adozione in Giunta ed in funzione della definitiva approvazione in Consiglio, ad un ulteriore affinamento della programmazione”.

"Non v’è dubbio - secondo Romano - che i ritardi sul Piano siano stati una delle cause dei bassissimi livelli di raccolta differenziata; la media regionale di meno del 20% di raccolta differenziata è un dato che non lascia spazio a discussioni".

Il presidente del gruppo ha spiegato che la versione iniziale del Piano prevedeva effettivamente la necessità di un notevole incremento della capacità di termovalorizzazione.

“L’ultima versione del Piano, predisposta per l’esame della Giunta, non contiene una simile indicazione – dice Romano – anche sulla base delle osservazioni formulate dal Pd, che ha posto quale presupposto dirimente per il suo consenso alla approvazione  del Piano, una esplicita e specifica indicazione del necessario potenziamento delle modalità di trattamento e gestione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, perché solo così la stessa  raccolta differenziata può produrre risultati positivi, sia per i profili ambientali sia per quelli relativi ai costi e all’entità della tariffa”.

Un’altra delle richieste esplicite che il Partito democratico ha avanzato al governo regionale è quella di una verifica aperta di ogni possibile tecnologia per ridurre drasticamente la quantità di residui da inviare in discarica e alla termovalorizzazione.

Inoltre secondo il presidente della quinta Commissione, Donato Pentassuglia, è necessario che  il dato di stima del fabbisogno della quota da smaltire in discarica e di quella relativa alla quota da avviare alla termovalorizzazione, venga attualizzata e soprattutto venga dettagliatamente articolata con riferimento al livello provinciale. “Questo per consentire all’Autorità di bacino un effettivo strumento per il governo del ciclo dei rifiuti e una programmazione razionale e consentire altresì  ai Comuni una gestione serena della raccolta differenziata” – ha sottolineato Pentassuglia.

“È auspicabile – ha concluso Romano - un rapporto diretto con il territorio con un effettivo controllo sulla efficienza e sulla qualità dei servizi così da evitare per il futuro che eventuali situazioni di sofferenza e qualche volta di vera e propria illiceità vengano alla luce tardivamente e solo grazie all’intervento della magistratura”.

Un’ultima richiesta: “presto la costituzione dell’Autorità sui servizi pubblici locali, prevista per legge ma ancora rimasta sulla carta".

Ma naturalmente sperare di avere una maggioranza coesa sull'argomento è chiedere troppo. Frena, infatti, sugli impianti di termovalorizzazione Sel, che invece punta sul compostaggio. Senza nemmeno mezza parola su tutta quella grossa percentuale di rifiuti che negli impianti di compostaggio (che in 8 anni non sono stati progettati, localizzati e messi a finanziamento e che invece dovrebbero percorrere tutto l'iter in due mesi...) non trovano destinazione.

Sulla questione è intervenuto anche il capogruppo di Sel Michele Losappio. "Al di là delle indicazioni del Piano Regionale e del confronto che si terrà con la Giunta sia come maggioranza che come Consiglio, è opportuno ricordare che ad oggi gli sforzi operati dall’Assessorato per dare slancio alla raccolta differenziata e portarla al raddoppio non sono stati coronati da successo. E’ dunque evidente che da questo elemento e dalla correlata necessità di una accelerazione se non di un cambiamento di rotta, dipende tutto il progetto di una chiusura del ciclo che sia moderna ed eco sostenibile".

"Anche per questo - dice Losappio - uguale importanza meritano le scelte finalizzate ad impianti di compostaggio (essenziali per raggiungere certe percentuali) che devono indicare non solo la disponibilità finanziaria ma anche i tempi e i termini della loro costruzione".

Quanto alla termovalorizzazione, per Sel si tratta di una "scelta residuale e non strategica, limitata ad alcuni impianti privati autorizzati da altri enti in conformità alle norme europee ed al di fuori della programmazione regionale fermo restando l’autonomia  gestionale delle Autorità d’Ambito".

Una programmazione che, però, non arriva. Chissà se Losappio lo ricorderà a Nichi Vendola?

Scritto da Roberto Mastrangelo
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