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Aqp. L'appello di Amati ai manager: toglietevi qualche benefit

“In nome di un lungo rapporto di proficua collaborazione e produttivo di ottimi risultati, credo di poter chiedere ai manager AQP di rinunciare volontariamente a tutti i benefit aziendali (case e automobili, in particolare) e a rivedere al ribasso il sistema dei premi di risultato. Sarebbe un gran gesto, degno della migliore tradizione solidaristica di AQP, in attesa che una legge di riforma sui tetti degli stipendi, possibilmente in grado di incidere sui contratti sottoscritti da diversi anni, possa riordinare con razionalità e sobrietà l’intera questione”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento alle notizie apparse oggi sui benefit in molti casi "esagerati" e "sproporzionati" di cui godrebbero i manager dell'azienda di gestione dell'acqua pubblica in Puglia.

“Su questa materia - dice - scontiamo purtroppo anni di annunci, per una legislazione che non è mai venuta a prendere di petto la questione, rendendo infruttuoso ogni tentativo di qualsiasi amministratore pubblico che avesse voluto e dovuto intervenire con decisione".

Ha ragione da vendere, Amati, quando parla di anni di annunci e della mancanza di una legislazione in materia. Ma è pur vero che è stata la Giunta regionale, di cui Amati ha pur fatto parte a pieno diritto fino a poco tempo fa, a permettere che una situazione decisamente al di sopra del normale potesse "incancrenirsi" fino a questo punto. Senza intervenire nè porre un freno ogni volta che venivano spesi soldi pubblici della Regione in costi che, forse, avrebbero potuto essere molto, ma molto più morigerati, visti anche i tempi.

"Avanzo questa richiesta perché gli straordinari risultati di gestione raggiunti da AQP negli ultimi anni, da me costantemente celebrati, rischierebbero altrimenti di essere offuscati da queste notizie, utilmente richiamate dai mezzi di informazione.

Conosco le obiezioni di carattere tecnico-giuridico che si potrebbero opporre per preservare l’attuale sistema dei premi di risultato e dei benefit, perché tante volte le ho ascoltate in risposta a varie sollecitazioni avanzate negli anni dal Presidente Vendola, nella sua qualità di azionista.

Ricordo, peraltro, che le obiezioni erano inoltre corredate dalla circostanza che il regime abbondante degli  stipendi, premi e benefit era il risultato di una lunga (ahimè!) ‘tradizione’ in AQP, confermata con l’attuale impostazione da almeno un decennio, sia pur al ribasso rispetto al passato più remoto e inglorioso.

Ma ora non reggono più queste obiezioni, perché tutto - comprese le obiezioni - deve essere reso compatibile con i tempi: e quelli che viviamo non sono idonei a mantenere un sistema che appare in netto contrasto con le condizioni di vita degli italiani e dei pugliesi.

Sono questi i motivi per cui reputo necessario avanzare un pubblico appello, contando molto sul fatto che i manager AQP possano accogliere rapidamente e volontariamente questo appello. Verrebbe fuori un atto degno di essere aggiunto alla parte orgogliosa della storia di AQP, evitando così di ingrandire quella che per lunghi anni ha alimentato la giusta rabbia e i luoghi comuni.”

Anche perchè, aggiungiamo noi, i costi che possono essere tranquillamente tagliati, pur senza negare niente al compenso per responsabilità ed impegno ai manager pubblici, ci sono eccome.

Sarebbe proprio un bell'esempio. Peccato che stiamo chiedendo al contadino di darsi da solo la zappa sui piedi. E ci sa tanto che da quell'orecchio non ci sente nemmeno troppo bene.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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