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La Regione aumenta del 100% il costo dell’acqua per l’irrigazione dei campi

Le lacrime sono fatte di acqua. Lo sanno bene gli agricoltori levantini che con la deliberazione della Regione Puglia approvata lo scorso 3 maggio si sono visti raddoppiare le tariffe per la distribuzione dell'acqua emunta dai pozzi artesiani di proprietà della Regione e realizzati per uso irriguo. 

Un provvedimento che sarà operativo a partire dalla metà di giugno, periodo-di-piena-per-gli agricoltori, che da quest'anno sembra farsi assai magra. 

ll prezzo che dovranno pagare per un metro cubo d'acqua ad uso irriguo aumenta dagli attuali 34 centesimi a 70 centesimi. 

Se per un ettaro di uliveto, quindi, servono 2mila metri cubi di acqua all'anno per un costo che fino a ieri ammontava a circa 700 euro, tra qualche giorno questa cifra sarà di gran lunga superata dai prossimi 1500 euro.

Lo sa bene Domenico Damascelli, vicecoordinatore vicario provinciale del Popolo della Libertà e imprenditore agricolo che attacca perentorio –  Gli agricoltori non possono sostenere tale aumento e non è giusto che una pessima e inconcludente gestione delle attività regionali ricada sulla testa dei lavoratori della terra. I costi di produzione sono sempre più alti e adesso ci si mettono anche gli enti pubblici a gravare sui già magri bilanci delle aziende agricole”. 

Numerosi i dubbi anche laceranti che sorgono.

“Dunque. Ci facciano capire se questo aumento serve solo a ridurre la differenza tra entrare e uscite dell'Arif, e se le uscite rispondono ad una oculata amministrazione del denaro pubblico.

Vorremo sapere, pertanto, se prima di aumentare il costo sia stata valutata attentamente una politica dei tagli degli sprechi e delle spese inutili, cioè se sia stata attuata una seria spending review del settore oppure si è deciso di rimediare ai costi di una gestione disorganizzata dei pozzi artesiani regionali con i soldi degli agricoltori?”, incalza Damascelli. Che conclude amareggiato: “Si tratta dell’ennesima tegola che si abbatte su questo settore fondante dell’economia locale, dopo l'aumento delle tariffe irrigue perpetrato due anni fa, sempre dalla Regione sui pozzi gestiti dal consorzio di bonifica, ai danni degli agricoltori, ormai stanchi e rassegnati dalla inconcludente politica del Presidente Vendola e della sua coalizione di centrosinistra che disamministra  la Regione Puglia".

Una doccia fredda, sì, non d'acqua però.

Scritto da Maria Pia Ferrante
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