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Monno: serve una legge su benefit e stipendi dei dirigenti. Che aspetta a presentarla?

I gesti onorevoli di alcuni (per la verità molto pochi) dirigenti della Regione e delle società a controllo pubblico in Puglia rappresentano certamente un primo passo. La rinuncia o il taglio volontario dei premi di produzione vanno ad incidere sulle buste paga e sugli emolumenti degli alti funzionari pubblici in un periodo dove l'opinione pubblica è particolarmente sfavorevole agli stipendi a 6 cifre.

Ma può bastare l'iniziativa individuale? Certamente no. E' indispensabile, dunque, una legge regionale che possa disciplinare e limitare i budget per premialità dirigenziali e stipendi di massima fascia.

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale del Pd Michele Monno.

"Grazie per il “beau geste” dell’avvocato coordinatore dell’avvocatura della Regione, Vittorio Triggiani, seguito a ruota dalla rinuncia ai benefit di un alto dirigente di Aqp e al taglio volontario dei premi di produzione dei direttori generale e amministrativo e di altri cinque dirigenti di Aeroporti di Puglia. Ma questa è una partita troppo importante agli occhi dell’opinione pubblica per poter essere lasciata cadere adesso nel dimenticatoio".

"Nei giorni scorsi, infatti, insieme con il collega Mennea avevo chiesto l’audizione in seconda commissione tutti gli amministratori di agenzie regionali e aziende partecipate dalla Regione proprio sui compensi. Inoltre, con raccomandata avevo chiesto con urgenza all’amministratore unico di AdP, Acierno, di farci conoscere il compenso lordo (ovvero comprensivi di indennità, oneri, premi, indennizzi, Tfr e accantonamenti) di tutti i dirigenti posti a carico della società pubblica e non solo il compenso lordo riportato nella loro busta paga. A tutt’oggi, però, non è ancora pervenuta risposta mentre continuo a notare l’assenza sul sito on line di Aeroporti di Puglia della voce “trasparenza” obbligatorio per legge".

"Per queste ragioni ritengo più che mai necessario che sia il governo regionale a farsi promotore di una legge che fissi nuovi parametri per i compensi dei manager. Non è possibile lasciare al singolo amministratore una simile autonomia. Se questo non dovesse accadere, come già fatto in passato da assessore di Bari, facendo approvare un atto di indirizzo in consiglio comunale sulle municipalizzate, presenterò una proposta di legge ad hoc".

Una nota, però, va fatta. Il consigliere Monno parla di proposta di legge sua come ultima possibilità, nel caso in cui la Giunta prosegua nella sua inerzia legislativa. Dunque si aspetta che sia Vendola a farsi promotore, con un disegno di legge governativo.

Perchè attendere? Perchè non farsi carico del potere che è proprio di tutti i consiglieri regionali, quello legislativo, e proporre senza indugio una legge che possa disciplinare la materia? O bisogna sempre aspettarsi che qualcun altro compia il primo passo?

Consigliere Monno, presenti oggi stesso una proposta di legge in materia. E' o non è il detentore del potere legislativo regionale? O in Consiglio si usa soltanto ratificare quel che Vendola pensa, dice e propone?

Scritto da Roberto Mastrangelo
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