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Regione, approvato in Commissione il Ddl sui beni culturali

La VI commissione consiliare presieduta da Francesco Ognissanti (Pd) ha licenziato questa mattina  il disegno di legge “Disposizioni in materia di beni culturali”. Il provvedimento, approvato all’unanimità con emendamenti, punta a creare un sistema integrato finalizzato  alla valorizzazione dei beni culturali, partendo dal presupposto – come ha detto l’assessore ai Beni culturali Angela Barbanente – che per riconoscere a questo  patrimonio “il ruolo di fattore strategico per lo sviluppo occorre che si stabilisca un rapporto costante con il sistema territoriale”.

Il disegno di legge è il frutto – ha precisato l’assessore –  di un lavoro collegiale che ha visto il coinvolgimento di numerose componenti tecniche e, per la prima volta nella nostra regione, del MAB, il coordinamento permanente tra AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) e ICOM Italia (International Council of Museum - Comitato Nazionale Italiano).

Una delle finalità principali del ddl (che punta anche ad aggiornare la legislazione regionale in materia piuttosto datata) è quello della inclusione sociale, che consente di considerare il patrimonio rappresentato dai beni culturali (musei, biblioteche, archivi, aree e complessi archeologici e monumentali)  quale strumento di crescita civile e sociale, oltre che come risorsa per lo sviluppo sostenibile della Regione. In questo contesto l’integrazione si pone quale metodo prioritario di valorizzazione del patrimonio culturale con le altre politiche regionali (in particolare con riferimento a quelle in materia ambientale, coesione e sviluppo sociale).

Prevista, quindi, una programmazione triennale e una operativa annuale (che la Giunta regionale dovrà adottare entro 90 giorni dalla approvazione della legge di bilancio), con il coinvolgimento degli attori, pubblici e privati, delle filiera riguardante i beni culturali. Tra i compiti della Regione  sul piano della promozione e valorizzazione,  il potenziamento dei servizi di informazione, comunicazione e documentazione utilizzando tecnologie innovative (“il museo – ha detto a questo proposito  l’assessore Barbanente – non è solo una raccolta di vasi, cocci, etc. Bisogna rendere queste strutture interattive per renderle fruibili a tutti e, in particolare, ai giovani” ).

Il ddl prevede una commissione regionale per i beni culturali quale organismo consultivo della Giunta regionale a carattere tecnico-scientifico e fissa anche i compiti dei Comuni che devono provvedere, in particolare, singolarmente o in forma associata, alla gestione e valorizzazione dei beni.

La Regione promuoverà anche, attraverso i “piani integrati di valorizzazione e gestione”, la progettualità locale in forme integrate, che richiedono il coordinamento tra soggetti pubblici e privati. Gli “accordi di valorizzazione”, invece, saranno promossi dalla Regione, in linea con quanto previsto dal Codice dei beni culturali, con il ministero, con le altre amministrazioni statali e altri enti pubblici territoriali.

La Regione fisserà con regolamento i requisiti qualitativi e quantitativi dei servizi prestati degli istituti e luoghi  della cultura, di proprietà pubblica o privata, necessari per il riconoscimento della rilevanza regionale, con riferimento a quattro parametri: conservazione dei beni, la loro fruizione, la valorizzazione e la qualificazione scientifica e professionale del personale addetto alla gestione.

Il riconoscimento della rilevanza regionale costituirà  il criterio prioritario di selezione, a parità di altre condizioni, ai fini dell’erogazione dei contributi regionali.

Valorizzare e tutelare i beni culturali presenti in Puglia è doveroso. Resta, però, il dubbio su come questa legislazione si potrà ricollegare al disegno di legge sulla semplificazione burocratica attualmente in discussione in Regione.

Scritto da Redazione
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