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Tossicodipendenze: definiamo i criteri per l'accreditamento regionale

E' notorio. Quando si parla di riabilitazione ed assistenza a persone tossicodipendenti o alcooliste i criteri di accreditamento delle strutture sono sempre molto delicati e labili. Una sottile linea che definisce la possibilità di accedere ai fondi regionali destinati a questi servizi oppure no. Ed in Puglia ad oggi è dimostrato che non si riescono a spendere al meglio tutte le risorse, oltre 6 milioni di euro, che spesso vanno a finire fuori regione proprio per la mancanza di strutture accreditate.

Ecco che individuare criteri precisi in base ai quali ''autorizzare i servizi e accreditare le strutture'' che si occupano ''di prevenzione, accoglienza, cura, riabilitazione e assistenza a persone con problemi di uso, abuso o dipendenza da sostanze, o che soffrono di dipendenza patologica''.

E' l'obiettivo della proposta di legge messa a punto dai consiglieri regionali del Partito democratico Sergio Blasi, Pino Romano e Michele Mazzarano, che intendono colmare il gap normativo a casua del quale oggi "numerosi servizi e sedi operative degli Enti Ausiliari, stanno operando senza alcuna certezza che le prestazioni rese vengano effettivamente riconosciute come a carico del Servizio Sanitario Regionale, con la conseguenza che la loro sopravvivenza è letteralmente appesa ad un filo".

In Puglia, infatti, "è diventato quanto mai incerto non solo stabilire quali servizi possano intendersi provvisoriamente accreditati, ma ancor più definire in base a quali procedure e a quali requisiti si possa accedere al regime dell'accreditamento istituzionale". Un problema, questo, che ha ricadute economiche concrete: infatti anche i centri che nel frattempo si sono attrezzati per offrire prestazioni specialistiche (per esempio centri di disintossicazione o per la doppia diagnosi) non solo non possono essere autorizzati per tale specializzazione, ma non possono neanche richiedere rette adeguate rispetto al livello delle prestazioni offerte.

E a peggiorare la situazione c'è il fatto che i Ser.T., quando si trovano a dover gestire soggetti che necessitano di interventi specialistici, sono costretti ad inviarli fuori regione pagando rette che sono di tre volte superiori a quelle valide in Puglia.

Non a caso i dati disponibili relativi al 2010 (gli ultimi aggiornati) indicano che le AASSLL pugliesi hanno complessivamente corrisposto agli EE.AA. circa 6.997.830,41 euro. Di questi solo 2.345.651,98 euro sono rimasti nel territorio regionale, mentre la restante parte, pari a 4.652.178,43 euro, è stata erogata a favore di enti ausiliari di altre regioni. In percentuale la spesa per prestazioni rese da EE.AA. viene assegnata ad enti operanti in Puglia solo per il 33,5%, mentre per il 66,5% finisce fuori regione

Scritto da Redazione
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