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Laboratori di analisi, forse era il caso di aspettare il Tar?

Il Tar deve ancora pronunciarsi sul Tariffario nazionale per i laboratori di analisi, ma la Regione Puglia ha già emanato il nuovo tariffario regionale, recependo i tagli nelle prestazioni ad opera del Governo nazionale, e costringendo le aziende private pugliesi ad un improvviso quanto deleterio tagli del 20% delle loro prestazioni.

Ma nelle more della pronuncia del Tar dovrebbe essere utilizzato il vecchio formulario. Così chiede in una interrogazione D'Ambrosio Lettieri.

Dare la possibilità ai laboratori di analisi accreditati di continuare, in attesa del pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale, a fatturare le prestazioni erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale con il Tariffario utilizzato prima dell'emanazione del Decreto Ministeriale 18.10.2012 e predisposizione in tempo utile del decreto istitutivo della Commissione per la formulazione di proposte per l'aggiornamento delle tariffe: queste le richieste formulate da Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo PdL della Commissione Sanità del Senato, in una interrogazione urgente presentata alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.

“Le nuove tariffe per le prestazioni erogate dai laboratori di analisi accreditati, a causa delle pesanti e ingiustificate riduzioni,  potrebbero causare gravi ripercussioni sia sul piano occupazionale che sul piano  dell'efficienza dei servizi erogati ai cittadini”, afferma il senatore del PdL, “la disamina del Decreto da parte degli addetti al comparto laboratori di analisi ha immediatamente messo in luce il grave impatto economico che l'applicazione delle nuove tariffe avrebbe comportato sulle strutture private accreditate. A seguito di ricorso proposto dalle associazioni di categoria dei laboratoristi per chiedere l'annullamento del Decreto, il Tar del Lazio, nell'udienza tenutasi lo scorso 4 giugno, ha ritenuto di disporre un'ulteriore istruttoria nei confronti del Ministero richiedendo la documentazione a chiarimento dei criteri in base ai quali è stato adottato il predetto Tariffario”.

Intanto la Regione Puglia, mai sollecita, questa volta ha superato sé stessa, adottando con delibera di giunta, le nuove tariffe a decorrere dal 1 giugno.

“I laboratori di analisti pugliesi hanno organizzato manifestazioni di protesta e cortei per esprimere la propria contrarietà nei confronti dell'adozione della su citata delibera della Giunta Regionale”, continua d’Ambrosio Lettieri, “anche l'Ordine Nazionale dei Biologi ha protestato lamentando che l'applicazione delle nuove tariffe comporta anche una contrazione degli onorari e, in conseguenza, genera un rischio per la qualità delle analisi che, verosimilmente, a seguito della possibile chiusura delle strutture private, potrebbero confluire nelle strutture pubbliche saturandole”.

“L’auspicio”, conclude, “è che il Decreto, in assenza di un pronunciamento del Tar, possa essere annullato o modificato”.

Scritto da Redazione
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