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Regione, ecco i sei assi del piano per il welfare

È stato approvato dalla Giunta regionale pugliese il terzo Piano regionale delle Politiche sociali per il periodo 2013-2015. L'obiettivo del terzo Piano regionale è il consolidamento del sistema di servizi sociali e sociosanitari a livello regionale.

"Un consolidamento necessario - commenta l'assessore regionale al Welfare Elena Gentile - che passa anche attraverso un maggior grado di omogeneità tra i diversi Ambiti territoriali che, invece, hanno mostrato diverse sensibilità e diversa capacità realizzativa in questi anni appena trascorsi, ponendo concretamente anche il tema della discriminazione tra cittadini, rispetto alle effettive opportunità di accesso ad una rete integrata di interventi e servizi".

Il consolidamento del sistema di welfare regionale e locale passerà, nel prossimo triennio di programmazione, anche dall'efficiente allocazione delle risorse disponibili. In totale si tratta di oltre 129 milioni di euro tra risorse ordinarie (circa 36 milioni) e fondi aggiuntivi (circa 93,5 milioni di euro) messi a disposizione dal Piano di Azione e Coesione e dal Fondo Sviluppo e Coesione per gli obiettivi sociali.

Per la prima volta, infatti, i Comuni pugliesi associati in Ambiti territoriali, sono chiamati a definire un quadro triennale di programmazione con i relativi obiettivi strategici e i principali interventi, con una dotazione finanziaria che, in questa fase, dà copertura alla sola prima annualità, avendo anche la Puglia esaurito l'accantonamento straordinario di fondi nazionali dovuto al ritardo nell'attuazione della riforma del welfare locale tra il 2001 e il 2004. In più, questo nuovo Piano regionale va ad integrarsi con le risorse finanziarie aggiuntive dedicate alle Regioni Obiettivo Convergenza (Piano di Azione e Coesione - Servizi di Cura, Fondo Sviluppo e Coesione - Obiettivi di Servizio, Fondi nazionali per la Carta di inclusione), per potenziare la dotazione dei Fondi Strutturali UE 2007-2013.

L'obiettivo è quello di definire una programmazione unica che consenta di dare copertura all'intero sistema degli obiettivi di servizio, siano essi regionali o nazionali. In particolare, i nuovi Piani sociali di Zona costituiranno la cornice di contesto della programmazione sociale in cui valutare la coerenza e l'efficacia dei Piani di Intervento per gli Anziani e per la prima Infanzia, richiesti entro il prossimo 14 dicembre 2013.

Tra le novità introdotte dal Piano regionale appena approvato, la decisa implementazione degli obiettivi di servizio regionali. Tra tutti spicca l'introduzione di precisi obiettivi di servizio nell'area del Contrasto delle povertà, con la attivazione in ogni ambito territoriale di un punto di pronto intervento sociale (mensa sociale, alloggio d'emergenza per adulti senza fissa dimora, banco alimentare, sportello sociale) e con la regolamentazione dei contributi economici in casi di indigenza estrema, per scongiurare clientele e sprechi. In tutta la Puglia ormai, ci si deve confrontare con un identico paniere di servizi essenziali.

Sono sei gli assi portanti della programmazione sociale regionale per il triennio 2013-2015: sostenere la rete dei servizi per la prima infanzia e la conciliazione dei tempi; contrastare le povertà con percorsi di inclusione attiva; promuovere la cultura dell'accoglienza; sostenere la genitorialità e tutelare i diritti dei minori; promuovere l'integrazione sociosanitaria e la presa in carico integrata delle non autosufficienze; prevenire e contrastare il maltrattamento e la violenza. Rispetto a ciascuna di queste priorità strategiche, si offre nel Piano regionale, la declinazione degli obiettivi specifici di intervento e dei risultati attesi con indicatori puntuali, quando possibile, e Obiettivi di servizio verso cui tendere nel triennio di riferimento.

Scritto da Redazione
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