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Filanto, si torna a trattare. Caroli: no a facili aspettative

Forse c'è uno spiraglio per i lavoratori della Filanto. Tra inchieste della magistratura (attualmente ancora in corso) per truffa e frode fiscale ai danni di alcuni dirigenti, una crisi che non lascia tregua e le difficoltà di una azienda ai margini del mercato delle calzature, la situazione per i lavoratori è estremamente preoccupante.

Intanto si tornerà a discutere, nel ministero per lo Sviluppo Economico, a cominciare dal 2 settembre prossimo.

"Il tavolo romano -commenta l'assessore regionale Leo Caroli - da un lato, potrà consentire al gruppo di rappresentare al Governo l'attuale situazione del Cluster Filanto, con particolare riferimento alla procedura di concordato preventivo. Dall'altro, potrebbe anche costituire l'occasione perché altri imprenditori possano ufficialmente manifestarsi ed avanzare concretamente, dopo i reiterati annunci della possibile iniziativa da parte di una presunta cordata di imprenditori locali, l'interesse ad acquisire una o più aziende della società".

"Questa potenziale prospettiva di ripresa costituisce l'obiettivo prioritario dei lavoratori e corroborerebbe l'impegno delle istituzioni per la reindustrializzazione, la ripresa e/o la conversione delle attività negli stabilimenti del gruppo. "Al tempo stesso, il tavolo romano potrebbe determinare le condizioni favorevoli perché il Ministero del lavoro possa concludere, in breve tempo e con esito positivo, la procedura amministrativa per la concessione della Cassa Integrazione Straordinaria. "In questo contesto, parrebbe affacciarsi anche l'ipotesi di un ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga per dare protezione sociale ai lavoratori per il periodo di scopertura compreso tra il 1 gennaio 2013 e l' auspicata futura concessione di CIGS. A tal proposito, vorrei evitare di alimentare facili, infondate aspettative che rischierebbero di complicare ulteriormente la vertenza".

"Occorre, infatti, considerare che insistono almeno 2 impedimenti che rendono impraticabile l'ipotesi. Il primo ha carattere giuridico-amministrativo: le istanze di cassa in deroga vanno presentate entro 20 giorni dalla data di inizio del periodo di cig, pena l'esclusione dall'ammortizzatore sociale. Nel caso Filanto, la scadenza era quella del 20 gennaio 2013. Poiché, ad oggi, nessuna domanda risulta essere stata presentata, non c'è alcuna possibilità di sanatoria del pregresso attraverso la cassa in deroga. Si tratta di un punto indisponibile al negoziato perché siamo di fronte ad una norma che regolamenta l'accesso allo strumento e, quindi, non eludibile e che può, pertanto, solo essere applicata".

"Il secondo impedimento, apparentemente economico-finanaziario, è di natura politica. Le Regioni, compreso la Puglia, non ricevono più dal Governo i soldi per gli ammortizzatori sociali in deroga: se il fondo nazionale non viene integrato (serve almeno un ulteriore miliardo) come si pagano le prestazioni? La situazione è diventata insostenibile anche in Puglia perché decine di migliaia di "percettori aventi diritto" rimangono senza l'indennità, unica, minima fonte di reddito per le esigenze primarie. "E tante altre, è il caso dei lavoratori Filanto "non percettori ", rischiano di non potervi accedere in futuro. "Si tratta adesso di destinare le risorse disponibili alla vera priorità del Paese: il lavoro e la protezione di chi non ce l'ha! "Anche su questo terreno d'impegno, sono certo che il fronte istituzionale e sociale, che ha saputo far compiere i significativi passi avanti alla vertenza Filanto e che si (re) incontrerà al tavolo romano del 2 settembre, saprà unitariamente cimentarsi per ridare speranza e futuro ai lavoratori."        

Scritto da Redazione
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