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Approvato il piano regionale per i rifiuti urbani

La quinta Commissione del presidente Donato Pentassuglia ha approvato a maggioranza (con l’astensione di Pdl, Udc e Mep) Il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani (Prgru).
La programmazione contenuta nel nuovo Piano rifiuti che approderà in Consiglio regionale per la definitiva approvazione, si muove partendo dall’assunto che la termovalorizzazione è in fase residuale, perché il programma del governo regionale prevede per la Puglia una raccolta differenziata spinta e la trasformazione del rifiuto in risorsa.
Un tema di politica ambientale che l’assessore all’ecologia, Lorenzo Nicastro persegue con l’obiettivo di raggiungere innanzi tutto gli obiettivi di raccolta differenziata dal 35% al 65% (come peraltro previsto nel decreto legislativo 152 del 2006).
Ma non solo. I contenuti e gli indirizzi di aggiornamento del Piano possono essere così riassunti: programma di prevenzione della produzione dei rifiuti, promuovendo l’adozione preferenziale di nuove tecnologie e pratiche operative mirate alla riduzione della quantità e pericolosità alla fonte; analisi della gestione dei rifiuti esistente negli ambiti geografici di riferimento; individuazione delle best practices per l’attuazione di servizi di raccolta differenziata con specifico riferimento alle modalità di erogazione del servizio e dei relativi costi, redigendo linee guida per garantire gli obiettivi previsti per legge; programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili; pianificazione ed organizzazione, per i flussi di rifiuti non ulteriormente riducibili in quantità e pericolosità, di strutture impiantistiche, in numero e potenzialità adeguati, che adottino tecnologie finalizzate al recupero delle frazioni derivanti dalla raccolta differenziata; definizione degli scenari, basata sul principio di prossimità integrato con aspetti relativi alla generazione ubicazione della sorgente e caratteristiche del rifiuto con minimizzazioni degli impianti ambientali.
 
Nel corso delle dichiarazioni di voto è emersa la necessità da parte del Pdl di tenere bene in conto il tema dei costi. “Non si possono far ricadere sui cittadini le scelte del governo” – ha detto il capogruppo Ignazio Zullo.
Il riferimento è ovviamente alla Tarsu e alla prerogativa di ciascun Comune di applicare le tariffe alle proprie condizioni.
Su questo tema tutto il Pdl ha sollecitato l’attenzione del governo (Domi Lanzillotta, Arnaldo Sala, Antonio Camporeale). “L’obiettivo deve essere rifiuto zero, ma con un ambientalismo sostenibile, immaginando la termovalorizzazione come un procedimento che punta alla trasformazione del rifiuto in energia, non solo puntando sul recupero della materia”.
 
L’Udc (Salvatore Negro) e Mep (Giacinto Forte) hanno sottolineato la necessità di un prezzo unico di conferimento. Una sorta di piattaforma dei costi che consenta ai Comuni di avere pari opportunità e uguali costi.
 
L’emendamento di riduzione ad un unico Ato (attualmente sono sei, su base provinciale) presentato dai consiglieri di Sel (Michele Losappio, Michele Ventricelli) è stato ritirato con l’intendimento di ripresentarlo in Consiglio regionale. “La proposta di un unico ATO regionale – hanno sottolineato Losappio e Ventricelli - oggi accantonata, sarà sottoposta direttamente in aula . Riteniamo che l’ATO unico sia la migliore garanzia per un processo di modernizzazione che marginalizzi il localismo, incida sulla riduzione dei costi sostenuti dai cittadini rendendo omogenea la tariffa, si estrinsechi in modalità operative che possono essere anche quelle dell’Autorità sul modello di quella idrica con un rafforzato ruolo dei Comuni e smentendo ogni timore di accentramento.
Auspichiamo che gli altri Gruppi di maggioranza ed opposizione e che non si sono dichiarati pregiudizialmente contrari all’ATO regionale possano contribuire con noi a questa riforma”.
 
Ed in effetti su questo tema in aula sarà possibile trovare la convergenza anche degli altri gruppi che hanno solo chiesto “ un tempo utile di approfondimento della materia”. Il consigliere Fabiano Amati, ha sottolineato, fra l’altro che questa è una scelta che andrebbe fatta modificando la legge e che comunque, se non si coglie questa occasione sarà lo stesso legislatore nazionale ad intervenire in proposito”.
 
Cassate le parole "Colacem e Enel" dal Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani: nessun impianto (né a Galatina né a Brindisi) potrà richiedere l'autorizzazione a bruciare rifiuti vantando il lasciapassare preventivo della Regione Puglia. È quanto previsto negli emendamenti presentati da Antonio Galati e Michele Losappio. <Nello specifico, eliminano dal Piano le parole "Colacem e Enel", sostituendole con "impianti autorizzati", il cementificio di Galatina (come la centrale di Cerano) non sono ad oggi autorizzati a incenerire CSS e non potranno quindi, nel corso dell'istruttoria ministeriale, esibire il Prgru a riprova dell'interesse "pubblico" sotteso alle loro richieste di bruciare rifiuti> - hanno spiegato gli esponenti della maggioranza.

L’assessore Lorenzo Nicastro ed il presidente Donato Pentassuglia hanno istituito all’interno della stessa Commissione un “gruppo di studio” che dovrà valutare ogni singolo “caso territoriale” dove insistono discariche e impianti specifici.
Una decisione scaturita dalle sollecitazioni arrivate dai consiglieri e soprattutto da una proposta di emendamento di Franco Pastore e Donato Pellegrino che fa riferimento alla situazione della discarica in contrada Martucci (Conversano).
“Da quasi quarant’anni in questo sito – hanno spiegato gli esponenti del gruppo Socialista – sono state insediate nel tempo tre successivi lotti di discariche per rifiuti urbani”. La richiesta dei consiglieri è di stralciare dal Piano il sito in contrada Martucci con la conseguente approvazione della cessazione di ogni attività per poter iniziare la necessaria bonifica del territorio. L’emendamento è stato ritirato in attesa delle determinazioni che scaturiranno dal gruppo di studio. 

Scritto da Redazione
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