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Sanità: in Puglia per tac e pet non ci sono soldi. Per cambiare sesso si.

Non è certamente con 170mila euro che si possono risolvere i problemi della sanità pugliese. Ma i messaggi sono chiari e devono essere attentamente valutati. Forse bastano a malapena per riparare qualche tac, che potrebbero abbattere di qualche giorno le lunghissime liste di attesa dei centri pugliesi. Certamente non sono sufficienti per una pet, nemmeno per la gestione di un centro mobile o di un macchinario per la ricerca scientifica. Ma possono bastare per cambiare sesso.

Nichi Vendola, infatti, con quella cifra, intende realizzare un Day Hospital all’interno del “Centro di Eccellenza per la disforia del genere” nel Policlinico di Bari. Un centro dove sarà possibile effettuare il cambio di sesso.

Sottolineiamo alcune traballanti motivazioni ufficiali della Giunta regionale, secondo cui ci sarebbero "diversi vantaggi di utilità sociale: tra questi, la riduzione del rischio di dover ricorrere a attività illegali per procurare denaro necessario alla prosecuzione delle terapie ormonali fino all’intervento chirurgico”.

Secondo Vendola, dunque, i transessuali sarebbero inclini ad attibità illegali pur di racimolare i soldi necessari. Per cui la Giunta regionale corre in soccorso mettendo a disposizione 170mila euro.

Sono queste le politiche di welfare e di lotta alla delinquenza di Nichi Vendola?

E perchè mai dovrebbero essere inclini a delinquere i transessuali? Chi lo decide? Chi lo ha pre-determinato?

Ma non solo. Al centro potrebbero far ricorso anche gli adolescenti "che presentano problematiche vagliate dagli psicologi del Centro", facendo venir meno ogni limite di età per il cambio di sesso. E perchè no? Magari anche i bambini, con un piccolo sforzo di interpretazione estensiva

Con esplicita ironia interviene nel merito il consigliere regionale del Pdl Giuseppe Cristella.

“Evidentemente la Sanità pugliese sta vivendo un periodo di vacche grasse, gli ospedali che si diceva fossero chiusi si stanno invece moltiplicando, le liste d’attesa sono state completamente azzerate, ed in  Puglia c’è la piena occupazione, invece dell’emigrazione dei nostri ragazzi, c’è la ressa di intere masse alla ricerca della nostra fortuna, le imprese prosperano e crescono, e siamo tutti pieni di soldi. Lungi dallo stare sprofondando in fondo a tutte le graduatorie nazionali, come emergerebbe dai dati che ci pervengono, stiamo evidentemente gioiosamente risalendo tutte le chine, se non abbiamo addirittura già raggiunto le agognate vette della felicità collettiva e non abbiamo più bisogno di niente, in un’abbondanza straripante.

In questo contesto trionfale, in questa Regione in cui non ci sono nemmeno più malati e tutti vivono felici e contenti, Vendola si può evidentemente ben permettere di finanziare i cambi di sesso, come ha fatto, erogando 170 mila euro belli sonanti per un apposito day hospital. O forse soltanto nella Puglia vendoliana non c’è più limite alla vergogna”.

Ma critiche vengono rivolte a Vendola anche da MeP, gruppo regionale "border-line" con la maggioranza.

A parlare è Antonio Martucci. “Apprendiamo che la Regione Puglia avrebbe stanziato 170mila euro per un day hospital che si dedichi a chi decide di sottoporsi ad un percorso di cambio di sesso. Premettendo che si tratta di scelte intime e che mettono l'individuo di fronte ad un percorso etico non facile ma che attiene alla libertà di ognuno di noi, riteniamo in ogni caso – se la notizia rispondesse a verità – di trovarci di fronte ad una beffa ai danni dei pugliesi che si trovano in uno stato di salute precario e che devono quotidianamente confrontarsi con la scarsità di strutture e apparecchiature sanitarie. Una beffa che secondo noi colpisce anche il personale del sistema sanitario regionale e i manager delle aziende ospedaliere impegnati in una impari battaglia con una richiesta sempre più alta di assistenza soprattutto in presenza di malattie gravi. Certo 170mila euro sono una goccia nel mare dei fondi necessari ad una sanità moderna e efficace. Ma in tempi di vacche magre anche il “messaggio” che si lancia ha la sua importanza. E in questo caso ci troveremmo di fronte ad un segnale dal forte sapore di “interesse” e non di salute”.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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