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Piano Paesaggistico: incontro con la Barbanente

Uno strumento delicato, complesso e interessante, di cui la Regione Puglia si sta dotando e sul quale il dibattito è appena cominciato. È il Piano Paesaggistico Regionale, al centro di un incontro con Angela Barbanente, Assessora regionale all'Urbanistica, organizzato da Realtà Italia presso l'Hotel Sheraton di Bari.

I lavori sono stati introdotti da Tommy Attanasio, portavoce nazionale del movimento politico e moderati da Francesco Strippoli della Gazzetta del Mezzogiorno ed hanno visto la partecipazione interessata di numerosi professionisti del settore urbanistico ed edilizio, ingegneri, architetti e geometri che ogni giorno, insieme a Sindaci e amministratori, si confrontano con i temi e i problemi legati e alla salvaguardia del paesaggio e dello sviluppo economico.

I professionisti hanno potuto fare domande dirette alla Barbanente ma anche lasciare i propri quesiti su una apposita scheda: il tutto poi è stato consegnato all'assessore, che si è detta entusiasta di una iniziativa che le ha consentito di spiegare ulteriormente le delicate vicende di un piano che, nella sua fase di redazione e nel lungo iter di approvazione ha provocato fiumi di dichiarazioni e di inchiostro, non sempre utilizzato con cognizione di causa.

Il problema principale è la complessità di un piano che, da un lato si trova a doversi integrare con centinaia di piani regolatori comunali vecchi anche di 40 e più anni e quasi del tutto obsoleti, dall'altro tecnicamente complicato anche a causa delle centinaia e centinaia di situazioni particolari, di siti archeologici, di aree protette e tutelate di cui, fino ad oggi, la Regione aveva scarsa conoscenza.

Ora sembra che, finalmente, da questo punto di vista sia stato fatto un decisivo passo in avanti, con una mappatura completa e dettagliata dell'intera regione, al cui interno sono stati individuati decine di fasce di protezione e di competenza.

Un piano che la Barbanente auspica possa essere il più condiviso possibile, e chesicuramente avrà un ruolo fondamentale per i prossimi anni. Anche se quando all'assessore è stato chiesto riguardo la durata del Piano, ha voluto sottolineare come per complessità e particolarità un Piano Paesaggistico deve essere dinamico, e non statico, ovvero in continua evoluzione e correzione, compatibilmente con le esigenze economiche ed edilizie del nostro territorio.

Il punto è: saprà la burocrazia regionale camminare di pari passo con questo strumento? O ci troveremo ben presto con tonnellate di scartoffie arretrate ed un piano che rischia di essere una cattedrale nel deserto? Le intenzioni sono buone. Vedremo la realizzazione.

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Scritto da Roberto Mastrangelo
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