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Regione Puglia: ecco le criticità del 118

La incomprensibilità della politica  riguardante l’associazionismo che opera nel servizio 118, da una parte contrattualizzato e dall’altra che opera come volontariato; la carente dotazione organica degli infermieri in tutte le postazioni del 118; la mancata istituzione dei DEA (Dipartimenti di emergenza urgenza); le insufficienti dotazioni strumentali. Sono alcune delle criticità  evidenziate dal capogruppo Pdl alla Regione Puglia Ignazio Zullo sul sistema 118 in Puglia.

Le “abbiamo più volte segnalate al Governo Vendola e ai dirigenti responsabili” – ha sottolineato Zullo – “richiedendo nel contempo l’audizione nella competente commissione dell’assessore Gentile ma purtroppo tutte le nostre segnalazioni sono cadute nel vuoto, mentre persistono gravi lacune organizzative e carenze strutturali, nonostante lo spirito di abnegazione quotidianamente profuso dagli operatori”.

In particolare il capogruppo ha espresso l’esigenza che venga fatta luce sulla tipologia di rapporto con le associazioni di volontariato, ribadendo che quest’ultimo comunque non puo’ essere sostitutivo ma integrativo del servizio pubblico. “Si tratta di una questione dirimente” - ha aggiunto –.  Sarebbe sufficiente un tavolo di concertazione misto per risolvere il problema in una settimana”.  Zullo ha anche sottolineato di essere a fianco degli operatori dell’informazione che hanno subito minacce di morte a seguito delle inchieste condotte in merito ai criteri di gestione del volontariato nel servizio di ambulanza.

Il capogruppo Pdl ha attaccato il presidente Vendola  assente anche su questa problematica del 118. “Venga fuori dalla politica degli annunci pre elettorali. Sin dal primo giorno della sua elezione ha utilizzato la Regione per contendere leadership nazionali mentre è assente sui problemi della nostra regione. Se ha questi obiettivi si deve prima dimettere evitando di usare la Regione in maniera strumentale”.

La contraddizione stridente tra la delicatezza del servizio 118 e la precarietà diffusa che si trascina da molto tempo nella stessa è stata evidenziata dal vice presidente vicario del Pdl  Saverio Congedo. Precarietà che si manifesta a tutti i livelli: personale, straordinario, mezzi, connessione in rete, etc. Anche Congedo ha richiamato la politica degli annunci proprio del Governo regionale, citando due episodi: la visita di qualche mese fa al “Fazzi” di Lecce dal presidente Vendola e dell’assessore Gentile per “illustrare”  (neanche per porre la prima pietra) il progetto del nuovo servizio di Pronto soccorso e di emergenza sanitaria e l’inaugurazione lo scorso anno da parte dell’assessore Minervini dell’eliporto di Supersano mai utilizzato. “Una cattedrale nel deserto”, ha aggiunto Saverio Congedo secondo  cui “a distanza da 8 anni da quando il servizio 118 fu istituito in Puglia dall’allora presidente Fitto siamo all’anno 0”.

L’esigenza di definire in maniera chiara il rapporto tra Regione, ASL e volontariato anche attraverso il ricorso alla stabilizzazione è stata espressa dal neo consigliere Pdl Antonio Scianaro, che ha richiamato l’attenzione sulla carenza di infermieri e sull’esigenza di avere un’attenzione a 360° sull’intero territorio regionale nel rimuovere le criticità del servizio.

Alla conferenza è intervenuto anche un medico del 118, Francesco Pappapicco, coordinatore FSI 118 che ha evidenziato come a distanza di più di un anno dalla L.R. n. 7 del 4 aprile 2012 che prevede la fine del problema del precariato per i medici del 118 interessati (circa un centinaio su 535 in organico in tutta la Puglia), la stessa legge non ha avuto attuazione. Pappapicco ha sottolineato “l’inerzia amministrativa” esistente (le zone carenti, ad esempio, non vengono rilevate e comunicate all’assessorato alle Politiche della salute) e ha richiamato un’altra anomalia che contraddistingue l’ASL BA che presenta una direzione del servizio 118 “ditomica”: la Centrale operativa (preposta alla selezione dei triage) e il Coordinamento (preposto alla gestione delle risorse umane, turni,  etc). “Una dicotomia che non risulta in nessuna carta pubblica” – ha aggiunto il medico del 118 –. La mancanza di una gestione unificata con un  unico responsabile, come ha luogo nelle altre regioni, è alla base di tutte le disfunzioni che si verificano nel servizio dell’ASL BA”.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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