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Gioco d'azzardo, rinvio del voto dopo il ripensamento dell'ultimo secondo

Sembrava tutto pronto in consiglio regionale per l'approvazione di una legge, sacrosanta ed urgente, che avrebbe posto la Regione Puglia all'avanguardia nella lotta alla diffusione praticamente incontrollata e svincolata da qualsiasi regolamentazione del gioco d'azzardo.

Dicevamo. Una legge sacrosanta perchè non bastano le campagne mediatiche per il gioco responsabile (cosa che viene fatta a mo' di tiritera dalle stesse agenzie di scommesse e di gioco), non bastano i soldi impegnati per aiutare i giocatori cronici, veri e propri malati delle slot machines. E' necessaria anche una serie di regole che possano, ad esempio, tenere lontani i minori per davvero dalle macchinette mangiasoldi (perchè tali sono, considerando che matematicamente si gioca 4 e si vince 3 al massimo).

Erano stati diramati perfino i primi comunicati stampa ufficiali sulla nuova legge.

Poi, in aula, è successo qualcosa. Ufficialmente si tratta di un breve rinvio di 15 giorni. Ufficialmente necessario perchè bisogna "conoscere il parere definitivo del Ministero in merito all’uscita della Puglia dal Piano di rientro sanitario". Ovvero, visto che a breve ci sarà questo parere, e visto che la legge in esame andrebbe a riguardare anche servizi sanitari non rientranti nei Livelli essenziali di assistenza (per cui la Puglia già in passato si è visto norme bocciate dalla Corte Costituzionali), si è scelto di attendere due settimane prima di varare la nuova legge.

Il testo infatti prevede la realizzazione di interventi finalizzati non solo alla prevenzione, ma anche al trattamento terapeutico e al recupero sociale dei soggetti affetti da sindrome da gioco d’azzardo patologico e che la Regione ha deciso di finanziare con una somma di 150mila euro (per il 2013) da destinare in parte alle azienda sanitarie locali e in parte ad associazioni di volontariato che operano nel  campo della presa in carico delle problematiche correlate al gioco d’azzardo e all’usura.

Dopo la relazione dell'assessore Elena Gentile, in aula a qualcuno non è sembrato vero di poter rinviare una norma che, evidentemente, può dare fastidio.

Il dibattito scaturito dalle dichiarazioni dell'Assessore ha visto emergere due posizioni ben distinte: da un lato quella di quanti, soprattutto tra le file del Pdl, chiedevano di arrivare subito all’approvazione del provvedimento per dare risposte concrete ai cittadini e mettere in atto misure concrete per arginare “questa dilagante emergenza sociale”, dall’altro quella dei gruppi di maggioranza che si sono detti favorevoli al rinvio per dotare la Regione di una legge organica, "che intervenga in maniera efficace sia sugli aspetti commerciali che su quelli socio-sanitari".

Fa specie, però, che tutte le perplessità siano scaturite nel giorno del voto finale in aula. Perchè? Ripensamenti dell'ultimo minuto, o c'è qualcosa sotto? Pressioni trasversali? Interessi?

Come è possibile che una proposta di legge importante come quella sul gioco d’azzardo patologico debba naufragare di fronte alle paure dell’assessore, rimbalzate, amplificate ed accolte dall'Aula dopo che il provvedimento aveva superato all’unanimità il vaglio di due commissione come Sanità e Bilancio?

“L’assessore Gentile ha palesato il timore che la proposta di legge entrasse in conflitto col piano di rientro – spiega Ignazio Zullo, capogruppo Pdl – ma chissà perché queste perplessità non sono state prodotte per tempo nell’iter davanti alle Commissioni, ma direttamente in Consiglio quando invece si doveva dare concretezza al lavoro svolto; un lavoro che trovava tutti d’accordo tranne i gestori delle sale gioco. Ma a conti fatti è un bene che l’Assemblea abbia votato il rinvio, perché se la proposta di legge doveva rimanere orfana della possibilità di prevenzione, cura e riabilitazione sarebbe inevitabilmente diventata assolutamente inefficace. Anche perché tutti sanno che la patologia non si manifesta solo ed esclusivamente frequentando le case da gioco, ma anche nel proprio appartamento, davanti ad un computer”.

Zullo, poi, ha concluso con un severo richiamo: “Come Pdl invitiamo la maggioranza – dice – ad essere meno sconclusionata e a raccordarsi maggiormente con i presidenti di Commissione, gli assessori ed i proponenti della legge, che peraltro appartengono tutti alla stessa parte politica. Del resto, se fanno fatica a capirsi tra loro, come possono pensare di farsi capire dai pugliesi?”.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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