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Regione, così si affossa la dignità del Consiglio

Ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, la Giunta regionale pugliese ha dato piena dimostrazione di come tenga in minimo conto le prerogative del Consiglio, unico organo legislativo previsto dalla legge. L’ultimo episodio è stato quanto mai esemplificativo. I

n discussione c’era il provvedimento sul contrasto al gioco d’azzardo. Esaminato e votato all’unanimità dalle Commissioni consiliari competenti. La discussione e la votazione era sostanzialmente una formalità.

Ma l’assessore Elena Gentile (che pure era stata invitata a presenziare in Commissione durante la discussione della legge, ma aveva preferito non essere presente) ha avuto un ripensamento, dovuto a questioni tecniche, ed ha chiesto un rinvio di due settimane per l’approvazione della legge.

Eppure si sarebbero potute limare in breve tempo le parti problematiche ed approvare con la massima urgenza una legge che è molto sentita dalla popolazione sia per il suo impatto sociale che perché va a disciplinare un settore altrimenti senza (o con molto scarso) controllo.

La cosa non è andata affatto giù al consigliere regionale Tommy Attanasio. Proprio a lui chiediamo il motivo.

Consigliere Attanasio, lei ha avuto una dura posizione contro il rinvio della votazione sulla legge anti-gioco d’azzardo in Puglia. Ci spiega cosa è accaduto in Aula e perché si è arrivati al rinvio?

“Innanzitutto si deve parlare di una mancata votazione perché il provvedimento che giace a prima firma del consigliera Angelo Di Sabato, a cui riconosco la sensibilità di aver iniziato ad affrontare il problema oltre un anno e mezzo fa, ha superato tutte le commissioni all’unanimità. Si doveva andare in aula e in 5 minuti approvare il provvedimento, fatto salvi eventuali emendamenti del proponente. L’Assessore Elena Gentila ha proposti il rinvio, a suo dire perché nella norma c’erano alcune incompatibilità con il decreto Balducci (che però non ha ancora avuto i suoi natali), soprattutto perché il gioco d’azzardo non è previsto come patologia. L’altro motivo che ha portato alla proposta di rinvio è che siccome stiamo rientrando con il patto sulla sanità, a dire dell’Assessore la norma in discussione avrebbe potuto rinviare, o addirittura compromettere questa importante firma del governo che metterà al riparo il sistema sanitario pugliese dallo splafonamento”.

Dunque, motivazioni essenzialmente tecniche?

“Si. Io ho ritenuto infondate queste motivazioni, e comunque, se così fosse stato ci sarebbe bastato poco per togliere quelle parti che potevano eventualmente assoggettare la proposta di legge all’impugnativa del governo. Nel primo pomeriggio ho ottenuto che si potesse proseguire nei lavori e c’è stato un amplissimo dibattito dove sono emerse alcune posizioni: io ero tra i più determinati a votare, ma con l’avanzare delle ore venivano meno i 36 voti necessari per approvare la legge. Il collega Aloisi allora ha chiesto il rinvio di 2 settimana. Io ho votato contro, ma l’aula ha preferito rinviare il provvedimento, essendosi il governo impegnato a sistemare la situazione entro questo termine”.

Quale è stata la sua reazione?

“Da parte mia sottolineo una profondissima delusione, quanto meno per un irriverente rispetto nei confronti della Commissione Sanità da parte dell’Assessore. Avevamo richiesto la sua presenza, ma lei non è venuta. Però di leggi non se ne fanno molte, e sicuramente l’assessore avrebbe dovuto avere la sensibilità di farsi consegnare il testo o chiedere a noi riguardo ad eventuali perplessità prima di andare in Aula. Avrebbe potuto invitarci a maggiore prudenza, ma così non è stato. Una volta giunti in Aula poi il ripensamento, e tutto è diventato più complicato”.

Ma il dato più devastante in tutto questo è che il ruolo dei consiglieri regionali sembra davvero ridotto ai minimi termini...

“Eh si – sottolinea Attanasio – in queste condizioni 20 consiglieri bastano e avanzano… altro che 50… nonostante le leggi statutarie distinguono nettamente il ruolo del legislatore da quello dell’esecutivo, in capo alla Giunta, la sensazione è che gli assessori, e non solo loro, vedono il nostro ruolo come una fastidiosa appendice in grado solo di far perdere tempo, o poco altro. Ho chiesto diverse volte al presidente Onofrio Introna il rispetto delle istituzioni, ma al di là delle roboanti parole sulla dignità del Consiglio e dei consiglieri non c’è stato altro”.

E quindi cosa potreste fare voi consiglieri?

“Beh, sarebbe opportuno addirittura delle azioni forti. Per esempio astenersi dai lavori in commissione almeno per due mesi, perché non se ne può più. Il nostro impegno, in fin dei conti, si tratta di poche ore alla settimana. Se non abbiamo la possibilità di esprimere le nostre prerogative, cosa ci stiamo a fare in Consiglio regionale?”

In che senso? Può spiegarci meglio?

“Considerato che noi facciamo un paio di Consigli regionali al mese ed una commissione alla settimana, non stiamo parlando di nulla. Esprimo nei confronti di Onofrio Introna tutta la mia delusione: non riesce a dare dignità all’attività dei lavori ed il dovuto rispetto da parte degli Assessori ai consiglieri, alle commissioni ed all’intera Aula. Mi ripeto: un assessore di fronte ad una legge così sentita non ha avvertito la sensibilità di avere il testo licenziato dalla commissione, e si trattava di 4 paginette”.

Questa legge godeva del parere favorevole unanime delle commissioni bilancio e sanità. Soltanto ora il ripensamento. Come mai?

“Sarei felicissimo di essere smentito. Ho la sensazione che si tratta di un classico rinvio che porta all’insabbiamento del provvedimento. Eppure sono fiducioso. Molti consiglieri si sono esposti in favore dell’adozione di questa legge contro il gioco d’azzardo. Tra l’altro questo è un tema carissimo a Realtà Italia, come tutti quelli che riguardano il welfare, e da parte nostra l’attenzione è e sarà sempre altissima”.

Quanto è importante una legge che possa da un lato ostacolare l’apertura di nuovi centri per il gioco d’azzardo?

“Con le nuove norme inseriremo una fascia di 500 metri di rispetto tra le nuova case da gioco o sale bingo ed alcuni punti sensibili (scuole, oratori, parrocchie, centri di aggregazione sociale…) dove c’è una maggiore affluenza soprattutto giovanile. Tra l’altro si tratta di attività che incentivano il gioco che, nonostante quel che raccontano in giro, di responsabile non ha nulla, anzi. Non è raro ed è ormai dato per assunto l’esistenza di una vera e propria ludopatia patologica. E non dimentichiamo che collegato con il gioco c’è tutta un’altra serie di aggressioni al welfare di non poco conto: si pensi al ricorso all’usura per i debiti di gioco, a famiglie intere rovinate dal gioco… ed in tutto questo scenario la Regione Puglia si prende il lusso di rinviare un provvedimento che tante mamme, tante famiglie, tante persone in prima persona coinvolte aspettavano? Leggi così importanti, dove c’è la tutela della persona, non possono essere affrontate con così tanta leggerezza. Speravo che l’assessore Gentile, che è stata eletta dal popolo, dimostrasse una sensibilità maggiore su questi temi. E invece questo non è avvenuto. Ho apprezzato, invece, la sensibilità del presidente Introna che, per la prima volta in 15 anni, nell’ultima commissione è stato presente, quando gli abbiamo consegnato circa 1500 firme di cittadini che ci hanno chiesto con insistenza questa legge”.

A suo avviso è sufficiente questa legge o si può fare di più?

“E’ una buona base. In tutte le attività umane tutto è migliorabile, il perfetto è nemico del possibile. E’ un ottimo testo, una pietra miliare dove la regione in rappresentanza di una comunità che sente questo ci prova a disciplinare la materia”.

Un’ultima domanda. Ma tra 15 giorni la legge tornerà davvero in aula o magari finirà nel dimenticatoio e nel tipico tira e molla delle leggi che evidentemente qualcuno non vuole (pensi al continuo rinvio della legge sui B&B…)?

“Io spero che le assicurazioni fatte in aula per arrivare all’approvazione della legge vengano rispettate e che tra due settimane si arrivi alla fine dell’iter. Se poi qualcuno tirerà il can per l’aia significa che i miei sospetti, e l’ho chiaramente detto in Aula, cominceranno concretizzarsi. Per questo volevo comunque una votazione per la prosecuzione dei lavori, così come avrei voluto la votazione finale. Anche per vedere chi sarebbe rimasto in aula e chi si sarebbe defilato”.

Un modo elegante per dire che, probabilmente, qualcuno in Consiglio regionale questa legge proprio non la vuole. Interessi personali? Vedremo.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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