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Ilva: il Presidente non si è defilato!

La telefonata tra Nichi Vendola e Girolamo Archinà, in cui il presidente della Giunta regionale pugliese sorride al gesto "atletico" dell'ex responsabile delle relazioni istituzionali dell'Ilva, che toglie il microfono ad un collega mentre si apprestava a fare una domanda a Riva, non è una offesa ai morti di tumore nel tarantino. Va dato atto di questo a Vendola.

Ascoltando più volte la registrazione, pubblicata da "Il Fatto quotidiano" [LINK] appare abbastanza chiaro chi è il destinatario delle risate di Vendola e del suo capo di gabinetto.

Intanto il governatore pugliese ha promesso querela "ai responsabili dell’articolo on line pubblicato su “Il Fatto quotidiano” di oggi e ripreso da altre testate giornalistiche web". Evidentemente per diffamazione, supponiamo noi, o per aver male interpretato il pensiero di Vendola? Non sappiamo se quest'ultima cosa possa configurare un qualche nuovo tipo di reato sulla falsariga della "lesa maestà" o altro.

Ma a ben sentire la parte davvero interessante dell'intercettazione, quella per cui questo insieme ad altri files è al vaglio della magistratura tarantina è la posizione "accomodante" e di "favore" che Nichi Vendola, senza mezzi termini e senza alcun tema di smentita, ha detto riferendosi ai rapporti tra la famiglia Riva, proprietaria dell'Ilva e le Istituzioni regionali.

Archinà: "non solo l'Ilva ma anche altre persone sono nell'occhio del ciclone, ma tutto poggiato su una scivolata del nostro stimato amico direttore [Assennato, direttore regionale dell'Arpa]".

Vendola: "Va bene, va bene, noi dobbiamo fare... ognuno fa la sua parte... e dobbiamo però sapere che a prescindere da tutti i procedimenti, le cose, le iniziative... l'Ilva è una realtà produttiva e non ci possiamo rinunciare. E quindi, fermo restando tutto, dobbiamo vederci... dobbiamo ridare garanzie. Volevo dirglielo perchè poteva chiamare Riva e dirgli che il presidente non si è defilato".

Noi riteniamo che la parte maggiormente rilevante dell'intercettazione pubblicata oggi da "Il Fatto quotidiano" sia proprio quest'ultimo dialogo. In pratica si sottolinea la tesi della magistratura tarantina, secondo la quale Vendola avrebbe fatto pressioni presso l'Arpa per un "aggiustamento" delle relazioni ambientali relative all'impianto siderurgico di Taranto.

Appare chiaro che la dirigenza dell'Ilva ritiene quelle relazioni dell'Arpa una "scivolata" del direttore, altrettanto chiara è la risposta di Vendola: "ognuno deve fare la sua parte" e lui farà la sua (come ha poi fatto).

Se non è una ammissione poco ci manca. Il presidente non si è defilato. Sono le testuali parole di Vendola. Non si è defilato di fronte alla necessità di fare cosa? Non dobbiamo essere noi a parlare. C'è un processo in corso che intende proprio accertare cosa abbia fatto Vendola, e se poteva farlo oppure no.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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