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Una proposta per le famiglie con disabili

Nel calcolo del reddito annuo per i nuclei familiari che fanno richiesta di un alloggio pubblico non devono essere conteggiati gli eventuali assegni di accompagnamento per un disabile. Questo lo spirito, lodevole, dell'iniziativa dei consiglieri regionali Andrea Caroppo (Puglia Prima Di Tutto, primo firmatario) e Nino Marmo (PDL) che hanno presentato oggi una proposta di legge di modifica dell’ Art. 2 L.R. n.54/1984 (“Norme per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Requisiti per l’assegnazione”).

Tale articolo “determinando i requisiti per l’assegnazione dei suddetti alloggi agli aventi titolo, alla lett. f), statuisce che nella determinazione del reddito annuo complessivo del nucleo familiare richiedente , oltre all’imponibile fiscale vanno computati tutti gli emolumenti, indennità, pensione, sussidi, a qualsiasi titolo percepiti, ivi compresi quelli esentasse”.

“Ciò comporta – proseguono Caroppo e Marmo - una grave iniquità nell’automatico inserimento in tale computo anche della cosiddetta  ‘indennità di accompagnamento’ che spetta alle persone che presentano una invalidità totale e permanente del 100 per cento, accompagnata dall’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure dall’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un'assistenza continua.

Notoriamente questo sostegno copre molto meno dei costi e delle spese rivenienti dalla presenza in famiglia di una persona la cui non auto-sufficienza abbia giustificato tale indennità, con la conseguenza di boicottare,  invece che di agevolare, l’assegnazione di alloggi residenziali pubblici a famiglie che, per la loro sfortunata condizione, più di altre ne dovrebbero poter beneficiare.

Con la presente proposta di modifica, contenuta in articolo unico, si propone pertanto - concludono Caroppo e Marmo -  di escludere dal suddetto computo l’indennità di accompagnamento prevista dalla L. n.18/1980 e modificata dall’art. 1 della L. n.508/1988, in assoluta coerenza con lo spirito delle stesse e per evidenti ragioni di equità e di solidarietà.  Con tale provvedimento si intende dare doverosa risposta positiva ad una giusta istanza delle organizzazioni al servizio della disabilità”.

Scritto da Redazione
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