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Regione Puglia, nasce il Ncd, divisi eppur non divisi

Quattro consiglieri regionali. Un nuovo gruppo. Una netta distinzione da quel che resta del Pdl, che a breve cmabierà il suo nome ufficialmente in Forza Italia. Ma non una apertura di disponibilità nei confronti del centrosinistra e della maggioranza di Nichi Vendola.

Il Pdl-Fi in Regione Puglia perde dunque 4 dei suoi componenti, che oggi hanno ufficialmente dato vita al gruppo consiliare del "Nuovo Centrodestra".

“Noi siamo alternativi al Governo Vendola, siamo bipolaristi e ci prepariamo al governo della Regione Puglia”. Lo ha detto Domi Lanzillotta nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo gruppo consiliare Nuovo Centro Destra (del quale fanno parte anche Andrea Caroppo, Maurizio Friolo e Antonio Camporeale).

“Denunceremo tutte le criticità della Puglia – ha aggiunto,  ma sosterremo anche le battaglie del Governo Vendola che riguardano gli interessi dei pugliesi in funzione della centralità della nostra regione che deve assolutamente uscire dall’isolamento in cui si trova  nelle dinamiche nazionali ed europee”.

Lanzillotta ha anche sottolineato che la genesi del NCD in Puglia ha preso le mosse dall’inizio dello scorso ottobre, “allorquando è cominciato un dialogo all’interno del gruppo consiliare del Pdl che è poi sfociato nella costituzione del nuovo gruppo in seno al Consiglio regionale.  L’iniziativa nasce anche dal momento storico che sta vivendo il Centro destra in Italia, che vede il NCD particolarmente attento agli interessi primari del Paese rispetto a una dinamica strettamente di partito”.

Puntiamo – ha aggiunto – a un Centro destra unito, a cominciare dal Comune di Bari. E qui è chiara l'intenzione comunque di restare strettamente legati a Forza Italia anche e soprattutto in avvicinamento alle prossime elezioni comunali di Bari.

“La sinergia con i consiglieri del NCD – ha evidenziato Caroppo – si è sviluppata in maniera naturale a partire dallo scorso ottobre. Per me, che provengo da una lista civica (LPpdt, ndr) di ispirazione territoriale fortemente ancorata al Centro destra, si è trattato di uno sbocco naturale”. Caroppo ha anche fatto presente come, rispetto al 2006 in cui il Centro destra sfiorava nella sua globalità il 50% dei consensi, oggi gli stessi si sono ridotti del 20% circa. Di qui l’esigenza di ritornare allo schema che fu proprio del Polo delle Libertà e che oggi va riproposto, con le varie ‘anime’  del Centro destra aggregate in un unico grande contenitore.

Il 2013 è stato un anno particolare – ha evidenziato Friolo -, contraddistinto  delle elezioni politiche e della riconferma del Presidente Napolitano, con una situazione di stallo istituzionale che si è protratta per due mesi e che ha avuto termine con il Governo Letta delle larghe intese. Un governo che il Centro destra si è impegnato a sostenere in considerazione delle delicatezza della situazione politica e della grave crisi economica che il Paese sta vivendo. “Questo impegno – ha aggiunto Friolo – deve continuare. Quella del NCD è stata una scelta giusta e di responsabilità, oltre ad essere di ampio respiro e di lunga durata. E’ così che si può cercare di cambiare”.

“Alfano ha deciso di seguire la nostra linea politica” – ha detto scherzando Camporeale, che ha fatto presente come più volte si è trovato all’opposizione interna in Puglia e nel Paese. Berlusconi rimane sempre il leader, “ma non riconosco al Pdl (che ha perso milioni di voti e la forza propulsiva)  la capacità di essere guida per il rinnovamento. Quella intrapresa dal NCD è una strada difficile ma di buone prospettive. Occorre ricreare il vecchio spirito che ci ha contraddistinto” .

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i parlamentari Massimo Cassano, Antonio Leone e Antonio Azzolini, che hanno aderito al Nuovo Centrodestra a livello parlamentare.

Quello che, però, non si è ben compreso sono le differenze tra Fi e Ncd. Certo, è chiarissima la posizione nei confronti del governo nazionale e tutte le dinamiche, scissioniste, lealiste e non, che sono in atto nel Pdl, o meglio in Forza Italia.

Sullo sfondo vi è, tuttavia, una grande lotta di potere a tutti i livelli per la conquista della quota di responsabilità territorale che ne deriva. Un po' come, in fondo in fondo, è stato fatto qualche anno fa con "La Puglia prima di tutto". Un movimento politico collaterale e non scisso dal Pdl che, in alcuni casi, è stato anche usato strategicamente per alcune candidature "scomode" o per tastare il polso della situazione in alcune questioni locali.

Di fatto registriamo, tuttavia, la nascita di un nuovo gruppo consiliare che si pone come obiettivo il raggiungimento ed il completamento delle tante riforme della Regione Puglia ancora in divenire.

Sarà la volta buona in cui vedremo qualche richiesta in più per accorciare i tempi della nuova legge elettorale? Noi lo speriamo tanto.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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