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Centrale di Cerano: Vendola chiede una nuova Aia. Per Curto è opportunismo politico

Con una lettera indirizzata al Ministro dell’Ambiente Nichi Vendola ha chiesto formalmente il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la centrale elettrica Enel di Cerano a Brindisi, in relazione ai dati dell’Arpa regionale, l’agenzia per la Protezione Ambientale, che hanno registrato una serie di superamenti dei valori limite del PM10, le cosiddette (le polveri sottili) nel comune di Torchiarolo, a pochi chilometri dalla centrale.

"Personalmente mi sento di esprimere apprezzamento per questa iniziativa - ha sottolineato il consigliere del Pd Sergio Blasi - e spero che il ministro Orlando prenda prontamente in considerazione la richiesta della Regione Puglia. Fare chiarezza sulle emissioni di Cerano e porre le basi, per quanto nei poteri della Regione Puglia, della decarbonizzazione dell’economia pugliese deve essere uno dei più rilevanti obiettivi di questa seconda parte della legislatura regionale".

Di parere totalmente contrario è invece il consigliere di Movimento per An Euprepio Curto, che parla di opportunismo politico del Presidente della Giunta.

"La notizia con la quale Nichi Vendola ha fatto sapere di essere intenzionato a chiedere al Ministero dell’Ambiente la riapertura delle procedure AIA per la Centrale di Cerano conferma l’ossessiva tendenza del governatore della Puglia a privilegiare le azioni idonee a produrre forti, ma contemporaneamente sterili effetti mediatici, e non, al contrario, azioni serie e complessivamente mirate ad una sintesi organica tra gli interessi finalizzati allo sviluppo e quelli giustamente orientati verso la tutela dell’ambiente. Che la Centrale Enel di Cerano possa e debba costituire motivo di attenzione per tutti gli amministratori pugliesi (e quindi anche per Nichi Vendola, che di questi è il più alto in grado), non vi è ombra di dubbio".

"Che però sia giusto, corretto e utile per la nostra comunità - sottolinea Curto - scaricare tutte le eventuali ipotesi di responsabilità  in rapporto al livello di tollerabilità ambientale solo su Enel, non tenendo peraltro conto dei grandi passi avanti compiuti negli ultimi anni in tema di tutela ambientale e d’investimenti in tal senso orientati, escludendo a priori altri soggetti industriali che da tempo immemorabile appaiono coperti da una sostanziale immunità, fa inevitabilmente venire alla mente la questione Ilva, che da fonte di ricchezza e sviluppo dell’area ionica è diventata (o è stata fatta diventare) nello spazio di meno di due anni l’anticamera dell’inferno".

Anche perché Vendola, e non solo Vendola, dovrebbe chiarire quali siano i motivi per i quali la pur recente AIA  è da ritenere ormai superata, e a chi , eventualmente addebitare le responsabilità, della sua  precoce  obsolescenza.

"Al dunque - conclude il consigliere - Brindisi abbisogna di una puntuale, approfondita e pertinente verifica delle proprie criticità ambientali derivanti dalle presenze industriali. Si dia luogo a tale verifica, bandendo strumentalizzazioni, demagogie e grigi opportunismi. Ma, soprattutto, che questa verifica, se ci sarà, interessi tutti, e non solo Enel”.

Scritto da Redazione
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