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Ecotassa, tra polemiche e veleni un flebile accordo

Sulla ecotassa, ovvero sul surplus dovuto dai residenti nei Comuni che non hanno raggiunto gli obiettivi sulla raccolta differenziata sembra esserci, nonostante le tante polemiche e le prese di posizione sull'entrata in vigore di questa imposta regionale, un flebile accordo. Si deve pagare, ma non subito, e se ti impegni potresti non pagarla affatto. Mentre nel bilancio della Regione Puglia si parla (in un emendamento che fa discutere) di 2,3 milioni di euro derivanti dall'ecotassa, ancora non è certo che questa venga poi eramente applicata, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.

Nel corso di un vertice di maggioranza in Regione Puglia è scaturita l'ipotesi che l’imposizione, prevista quando non si raggiunge il limite del 40 per cento di raccolta differenziata, entrerà in vigore da gennaio, come rivendicato e fortemente voluto da Nichi Vendola, ma secondo un meccanismo che prevede obiettivi graduali che possano risparmiare penalizzazioni e multe ai Comuni che si sforzano di migliorare il servizio e le percentuali di raccolta entro il mese di giugno. In tal caso i cittadini godranno di un doppio beneficio: vedranno migliorata la gestione dei rifiuti e saranno risparmiati dalla tassazione perr riparare alla inadempienze delle amministrazioni.

Intanto ieri è saltata la discussione in commissione bilancio proprio dell'emendamento sull'ecotassa, che verrà affrontato direttamente domani nel corso della seduta del Consiglio regionale.

Ma su chi devono ricadere le responsabilità per la scarsa (scarsissima) percentuale di raccolta differenziata in molti Comuni della nostra regione? Su questo argomento la polemica è al vetriolo. Sono i Comuni a non aver provveduto in tempo o è la Regione Puglia a non aver messo il territorio nelle condizioni di ottenere i risultati previsti? Entrambe le tesi sono valide, ed entrambe portano prove a proprio supporto.

Da un lato un piano rifiuti regionale che soltanto da poche settimane ha visto la luce, dall'altro l'inerzia (qualcuno direbbe l'ignavia) di tanti sindaci che hanno scelto di non affrontare il problema o che hanno scelto volutamente di vedersi imposta una tassazione regionale pur di non affrontare le onerose spese che una raccolta differenziata strutturata comportano.

Sulla questione è intervenuto Sergio Blasi, del Pd, che ha innescato una feroce polemica con Paolo Perrone, sindaco di Lecce.

“Sull’Ecotassa, come avrà avuto modo di sapere anche Paolo Perrone, il Pd pugliese è stato il protagonista di una mediazione tra le esigenze dei cittadini e la necessità di premiare le amministrazioni virtuose (e non è il caso dell’amministrazione Perrone). Questa azione politica ha portato al possibile slittamento sul piano sostanziale dell’ecotassa. Ora se i sindaci inadempienti come Perrone si daranno da fare, l’ecotassa non colpirà quei comuni come Lecce dove la raccolta differenziata ancora oggi è ancora un miraggio. In un caso diverso, i cittadini trarranno le loro conclusioni".

"Voglio suggerire a Perrone, ora a capo della Ato salentina - ha poi stilettato Blasi - di non sprecare tempo come fatto dai suoi sodali Gianni Garrisi, Ermenegildo Renna o Silvano Macculi, quest’ultimo ricordato in particolare per il boom di consulenze nell’Ato/Le2 durante la sua presidenza. E di attivarsi con la programmazione di impianti di compostaggio che, come lui dovrebbe sapere, trattando la frazione organica permetterebbero di chiudere il ciclo e far schizzare in alto le percentuali di raccolta differenziata. O in alternativa, soluzione ancor più rapida, di trasformare gli impianti di biostabilizzazione presenti uno per ogni ex Ato in impianti di compostaggio. Decida lui ma faccia in fretta per risparmiare l’ecotassa ai cittadini ma soprattutto per risparmiare alla salute dei cittadini le conseguenze dello sversamento in discarica. Perché è soprattutto a queste ultime che la politica di Perrone, molto incline al marketing personale e poco impegnato negli atti concreti in tema di rifiuti, continua a sottoporli”.

La risposta di Perrone non si è fatta attendere.

"Sergio Blasi accusa la mia amministrazione di essere inefficiente e inadempiente, dunque ritiene che i leccesi meritino di pagare l'ecotassa. Al segretario del PD chiedo: dunque, è inadempiente anche il sindaco di Bari? È inadempiente anche il sindaco di Foggia? È inadempiente anche il sindaco di Taranto? Così come quello di Brindisi? Diciamo di più. Secondo il consigliere regionale, pare, sono inadempienti circa il 70% delle amministrazione pugliesi".

"Non è forse il caso di ammettere che la Regione non ha messo i territori nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi auspicati? Perché non ha distribuito le risorse per realizzare gli impianti e non ha reso possibile chiudere il ciclo dei rifiuti, ad esempio. E, oggi, il governo regionale vorrebbe far pagare la propria incompetenza ai pugliesi, appesantendoli dell'ennesima tassa".

Scritto da Roberto Mastrangelo
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