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Nardoni e il pasticcio sui contributi ai Comuni alluvionati

"Ho fatto i salti mortali per trovare i fondi, ma invece dei ringraziamenti, mi sono arrivate le diffide". Scoppia una lite di fine anno tra l'assessore regionale Fabrizio Nardoni ed i comuni del tarantino colpiti nello scorso mese di ottobre dall'alluvione.

Secondo il titolare della delega regionale alle politiche agricole sarebbe stata l'alta conflittualità tra i Comuni a far "costringere" la Regione a bloccare l'anticipazione di 10 milioni di euro per le zone alluvionate.

"Dei quattro comuni colpiti - dice Nardoni in una nota ufficiale - Ginosa, Laterza, Castellaneta e Palagianello, siamo riusciti a farne rientrare tre. Palagianello, infatti, non ha colture estensive e non avremmo potuto stanziare in suo favore i fondi recuperati, con molto sforzi e un vero escamotage, dal Programma di sviluppo rurale, destinato alle strade rurali. Siamo riusciti a destinare 5,5 milioni a Ginosa, 3,7 a Castellaneta e 800mila euro a Laterza".

La reazione dei Comuni è stata immediata, con Palagianello che ha diffidato l'assessore, mentre gli altri 3 sindaci hanno contestato la ripartizione delle risorse da parte della Regione. Le parole di Nardoni sono chiare e pressocchè definitive, scaricando di fatto la responsabilità sui sindaci e sulle amministrazioni locali. "Se i sindaci si tranquillizzano e si mostrano disponibili a discutere potrei ripensarci, altrimenti, dovranno provvedere da soli".

Sull'argomento è intervenuto il Consigliere Regionale di Fi Pietro Lospinuso: “E’ assolutamente ingiustificata ed arbitraria la decisione dell’Assessore Nardoni di bloccare l’erogazione dei 10 milioni di euro destinati a rimediare ai gravissimi danni arrecato all’area occidentale della Provincia di Taranto dagli eventi alluvionali dell’ottobre scorso, per i quali abbiamo anche pianto quattro vite umane".

"Il pasticcio relativo al Comune di Paalagianello, prima incluso nel bando e poi escluso dalle assegnazioni dei fondi, che rischia di far saltare l’intera operazione per effetto di un evitabilissimo contenzioso, è infatti addebitabile soltanto a lui ed al suo Assessorato, cui tocca oggi rimediare non alzare le braccia scaricando su territori già tanto provati i propri errori. Non possono essere le nostre popolazioni a pagare per loro. Quei dieci milioni di euro comunque non sono né dell’Assessore Nardoni né dei suoi collaboratori e non possono pertanto essere da loro giocati a proprio piacimento. Sull’argomento occorrono soluzioni rapide. Se l’Assessore Nardoni non riesce a trovarle, passi la mano.”

Scritto da Redazione
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