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Piano per la prevenzione della corruzione, si discute in Regione

Il Piano triennale di prevenzione della corruzione al centro delle audizioni tenutesi questa mattina in II commissione, presieduta da Giovanni Brigante. Su richiesta dei consiglieri regionali Amati, Mennea, Monno e Pentassuglia è stato convocato il Responsabile della Prevenzione della Corruzione, Vittorio Triggiani, per fare il punto sullo stato dell’arte del Piano.

Secondo quanto disposto dalla legge 190 del 6 novembre 2012 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione) tutte le Pubbliche Amministrazioni devono dotarsi di un “Piano triennale di prevenzione della corruzione”, il documento di programmazione con cui ciascuna amministrazione pubblica, in attuazione ed integrazione del Pna, definisce la propria strategia di prevenzione, fornendo la valutazione del livello di esposizione dei singoli uffici e servizi al rischio di corruzione e indicando gli interventi organizzativi volti a prevenire tale rischio.

“Un contenitore ampio” nel quale sono comprese anche norme che attengono all’organizzazione burocratica dell’Ente Regionale con riflessi notevoli nell’organizzazione del personale.

Dal punto di vista operativo, il Piano consentirà di disporre di una visione organica delle strutture regionali e delle loro attività, per individuare elementi rilevanti sia dal punto di vista delle prevenzione della corruzione, che della razionalizzazione dei procedimenti organizzativi. In tal modo sarà possibile mettere in relazione il flusso di attività delle strutture con l’esposizione al rischio dei singoli procedimenti, e la ricognizione della durata di questi ultimi servirà inoltre a capire se esistono valori sintomatici dell’allungamento delle procedure.

Quattro le aree individuate: reclutamento, contrattualistica, autorizzazioni e concessioni), erogazione somme (sussidi).

Sono previste inoltre attività di report e centralizzazione delle funzioni di controllo, ampliamento delle aree di rischio del procedimento, mappatura della situazione dei contratti passivi e attivi e misure repressiva e sanzionatoria. Il Piano, del quale l’avvocato Triggiani sta ultimando la bozza, dovrà essere approvato dalla Giunta regionale entro il 31 gennaio: pertanto il presidente Brigante ha chiesto che i commissari possano prenderne visione in tempi brevi.

Considerando che oggiè il 27 gennaio, mancano 3 giorni utili per prenderne visione. Ce la faranno i commissari almeno a leggere il piano?

Scritto da Redazione
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