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Il Piano paesaggistico non può essere di esclusiva competenza giunta

“La proposta di modifica della Legge Regionale n. 20/2009, che domani sarà discussa in Consiglio, rappresenta una importante occasione per recuperare un equilibrio nei rapporti tra la Giunta e il Consiglio oppure per sancire definitivamente la morte di quest’ultimo organo, l’unico democraticamente eletto”

Lo ha ribadito il presidente del Gruppo regionale Udc Salvatore Negro, alla vigilia di una nuova seduta del Consiglio regionale che domani esaminerà la proposta dello stesso Gruppo centrista di modifica alla Legge Regionale n. 20/2009 “Norme per la pianificazione paesaggistica”.

“Senza l’apporto dei tanti consiglieri che si sono mossi sul territorio, alimentando  il dibattito sul Piano Paesaggistico territoriale regionale, la fase di partecipazione con le conferenze programmatiche sarebbe già finita lo scorso 4 agosto – ha sottolineato il capogruppo Udc –.  Tutto ciò rafforza il nostro convincimento che occorre recuperare quella funzione del Consiglio nelle azioni proprie della programmazione settoriale ed intersettoriale che riveste un interesse per tutta la Regione".

"Lo statuto prettamente presidenzialista, se pur contestato dall’attuale maggioranza al tempo dell’approvazione, in epoca in cui governava il centrodestra, non è mai stato modificato dall’attuale maggioranza di governo. Un Piano come quello paesaggistico non può essere di esclusiva competenza della Giunta, come autorizza la legge del 2009. Per questo abbiamo presentato una modifica dell’art 2 della legge finalizzato ad assegnare la approvazione definitiva dell’importante strumento di programmazione di tutela dei beni paesaggistici in capo al Consiglio regionale. Ribadiamo con forza la nostra opposizione a chi tenta di ridurre questo importante piano di tutela del paesaggio al rango di mero regolamento, giustificando così l’assunzione delle responsabilità dell’approvazione dello stesso in capo alla sola Giunta. Il Consiglio regionale rimane a nostro avviso l’organo sovrano i cui componenti democraticamente eletti meglio possono interpretare, per conoscenza diretta, le esigenze e le aspettative dei territori amministrati. Questa – ha concluso il presidente Negro – rappresenta una occasione per chi crede in una democrazia partecipata  e si vuole riscattare da quel leaderismo che comporta un deficit di democrazia”.

Scritto da Redazione
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