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Condannato in primo grado. Si discute sulla sospensione di Fabiano Amati

Presunto innocente. Fino al terzo grado di giudizio. Ma per la Legge Severino, a differenza dei Parlamentari, è già colpevole e deve subìrne le conseguenze, con la sospensione dalla carica di Consigliere Regionale. Una storia di irregolarità con riferimento al piano per il recupero del centro storico di Fasano. Per questo il consigliere regionale del Pd Fabiano Amati è stato condannato ad 1 anno ed 8 mesi insieme al sindaco di Fasano Lello di Bari (condannato ad 8 mesi).

L'accusa per Amati è di abuso d'ufficio in concorso e in più anche di falso ideologico. Le irregolarità sarebbero consistite in favori fatti a parenti dall'ex assessore regionale che all'epoca dei fatti, nel 2009, era solo consigliere comunale di opposizione a Fasano. Secondo l'accusa, Amati non avrebbe potuto occuparsi di quel progetto a causa della presenza di immobili di proprietà della sua famiglia proprio nel centro storico.

Intanto in Regione si discute sull'applicazione della Legge Severino, che porrebbe Amati in condizione di incompatibilità con la carica di Consigliere Regionale.

A parlare di una legge ingiusta senza mezzi termini è Nino Marmo, vicepresidente del Consiglio. "E’ già assurdo che un cittadino reputato ancora innocente dalla Costituzione in attesa del terzo grado di giudizio, debba già essere punito, insieme ai suoi elettori, con la sospensione del suo mandato elettivo. Quando poi tale sospensione si applica, a parità di condizioni, soltanto a taluni eletti (consiglieri comunali, provinciali e regionali) ed non ad altri come i parlamentari, tale disparità, contenuta nel testo conclusivo della legge-delega detta ‘Severino’,  si configura con ancor più evidenti profili anti-costituzionali".

“La Legge Severino sancisce una palese iniquità fra i diversi organi dello Stato, garantiti dalla Costituzione,  creando situazioni differenti che non possono essere tollerate in uno Stato di diritto: di fronte a una sentenza di primo grado è inconcepibile che il consigliere regionale debba essere sospeso, mentre per il parlamentare si attende la sentenza definitiva della Cassazione”. Così il capogruppo regionale  de I Pugliesi, Davide Bellomo, in merito alla vicende giudiziarie del collega Fabiano Amati.

Sulla stessa linea anche Pino Romano, capogruppo Pd: "Così com'è, la Severino tutela lo status dei parlamentari ma ha pesanti ricadute su tutti gli altri livelli istituzionali. Il nostro ordinamento giudiziario si fonda sulla presunzione di innocenza, presunzione che in questo caso, però, é già venuta meno perché in attesa di un giudizio definitivo, si pagano già le prime conseguenze".

Intanto il presidente Onofrio Introna, invocato anche dal capogruppo Fi Ignazio Zullo, fa spallucce e parla di adozioni di un atto dovuto per legge da parte della Regione Puglia. “Le Regioni non hanno strumenti per contestare la costituzionalità di norme legislative statali. Né tanto meno come presidente dell’Assemblea avrei la possibilità di intervenire. Ferma restando l’umana vicinanza al collega Amati, con l’auspicio che la vicenda si risolva positivamente e al più presto, va ribadito che il nostro compito resta legato al rispetto delle leggi”.

Scritto da Redazione
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