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Valutazione dei manager Asl? Solo per le premialità, non per gli obiettivi

La recente valutazione dei direttori generali non riguarda la verifica di metà mandato (18 mesi) dell’attività svolta e prevista dalla legislazione vigente, ma solo l’accertamento del perseguimento degli obiettivi assegnati dalla Giunta regionale  per la corresponsione dell’indennità accessoria (20%) del trattamento economico.

La precisazione è stata fatta dal Direttore dell’Area Politiche della salute, Vincenzo Pomo, nel corso dell’audizione (richiesta dal capogruppo Pdl - FI Ignazio Zullo)  che ha avuto luogo in III commissione,  alla quale non ha partecipato l’assessore alle Politiche della salute Elena Gentile.

Il provvedimento  si è basato sulla verifica del grado di raggiungimento dei 9 obiettivi fissati dalla Giunta regionale che partono dalla “Attuazione della programmazione regionale in materia di rete ospedaliera” per arrivare all’”Attuazione degli indirizzi regionali volti a favorire le unioni di acquisto e la gestione centralizzata delle gare”.

Tutti i DG hanno perseguito la maggioranza degli obiettivi specificati, ad eccezione dell’ASL TA che ne ha raggiunti solo 4. In relazione a quest’ultimo, Pomo ha specificato che in settimana verrà approvato un secondo atto dirigenziale di integrazione che terrà conto delle controdeduzioni presentate dallo stesso.

Inoltre, sempre su richiesta di Zullo, si è impegnato a portare all’attenzione della commissione gli atti prodotti riguardanti la valutazione di tutti i direttori generali,  accompagnati da un report in cui verranno esplicitati in dettaglio gli adempimenti non portati a termine.

In precedenza hanno avuto luogo altre audizioni riguardanti l’APMAR (Associazione persone con malattie reumatiche) in merito all’organizzazione del servizio di Reumatologia presso la ASL TA nonché l’AFORP (Associazione fornitori ospedalieri della Puglia) e FIOTO (Federazione italiana operatori in tecniche ortopediche) su alcune problematiche inerenti l’assistenza protesica.

L’APMAR  contesta la scelta della direzione dell’ASL TA di allocare i 6 posti letto, istituiti dalla Regione, in un ospedale periferico con grossi disagi per i pazienti; scelta, peraltro, che è in controtendenza rispetto alla politica avviata di riduzione dei costi di ospedalizzazione a favore dell’assistenza territoriale.

Rispetto al secondo tema è emersa la richiesta di linee di indirizzo regionali in materia in linea con quanto hanno già fatto altre regioni, in particolare con riferimento all’appropriatezza delle prescrizioni.  E’ stato  sottolineato, in particolare,  il problema della disomogeneità dei prezzi tra una ASL e l’altra, evidenziando  la necessità che la Regione intervenga, d’intesa con le associazioni, nel rispetto del principio della libera scelta e della dignità del malato.  Il capogruppo Pdl-FI ha chiesto un tavolo tecnico per rivedere la materia in maniera organica, tenendo conto che la relativa spesa sta crescendo in maniera esponenziale.

La richiesta è stata fatta propria dal presidente della III commissione, Dino Marino, che ha aggiornato la seduta alla presenza dell’assessore Gentile, che relazionerà anche in merito ai criteri di valutazione dell’operato dei direttori generali delle ASL .

Scritto da Redazione
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