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Sanità: la spending review non può essere fatta sulle spalle dei pazienti pugliesi

Ancora una volta arriva una bocciatura per la sanità vendoliana in Puglia. Da ultimo, è il Tar Puglia ad esprimersi annullando la decisione della giunta regionale con cui i medici pugliesi venivano obbligati a prescrivere soltanto il principio attivo dei farmaci. Una decisione presa sotto l'ombrellone della "spending review" sanitaria, ma che di fatto non tiene conto innanzitutto della peculiarità dei casi, che spesso vanno considerati nella loro complessità e specificità, e dall'altro dell'importanza della decisione, presa ancora una volta nelle stanze chiuse del lungomare, senza tenere in alcun conto la volontà del legislatore regionale (il Consiglio), chiamato ad esprimere pareri, mozioni ed ordini del giorno che lasciano il tempo che trovano e che, in fondo, non incidono sulle vere scelte.

Insomma, la spending review non può essere fatta sulle spalle dei pazienti, andando a mettere tagli che da un lato incidono poco sui risparmi e dall'altro impediscono, spesso e volentieri, la somministrazione di specifici farmaci a volte necessari per le terapie in corso e per le anamnesi dei pazienti.

"Con una sentenza (n. 243/14) inappuntabile e largamente prevedibile, la II sezione del TAR Puglia ha ribadito che nessuna spending review puo' essere attuata mettendo a rischio la vita dei pazienti, perchè il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione. E se tagli devono essere fatti, devono colpire allora gli sprechi, le consulenze inutili, le programmazioni sbagliate, i costi spropositati e lievitati, ma non i cittadini, e in particolare quelli affetti da patologie croniche e/o particolrmente gravi".

E' il commento di Maurizio Friolo, capogruppo regionale del Nuovo Centro Destra e vicepresidente della Commissione Sanità, alla sentenza del TAR che ha annullato la delibera della Giunta regionale che costringeva medici professionisti a sottostare ad obblighi che non trovano alcun fondamento nella normativa di settore (cioè nei principi di legge che regolano le ricette dei sanitari), interferendo con la loro autonomia professionale.

"Una decisione scriteriata, quella di ordinare ai medici di prescrivere solo il principio attivo - e in particolare per i cardiopatici di far utilizzare una sola molecola scelta tra un gruppo di farmaci, indipendentemente dalle cure in precedenza eseguite e dal corso della malattia - presa attraverso una semplice delibera, senza nemmeno una discussione in Consiglio e una legge ad hoc. Una bocciatura su tutta la linea della sanità ai tempi (grami) di Vendola, che dovrebbe far riflettere e scongiurare qualsiasi ipotesi di nuovo mandato, e far capire a questi signori che è tempo di tornare a casa" conclude Friolo.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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