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Ncd perde i pezzi: Friolo passa al Gruppo Misto

Il Nuovo Centro Destra pugliese perde il suo capogruppo in Regione. Maurizio Friolo, infatti, con una lettera ha voluto spiegare la sua decisione di lasciare il gruppo Ndc per approdare al gruppo Misto, sottolineando tutta la sua delusione per alcune scelte sull'assetto organizzativo regionale del nuovo partito fondato da Angelino Alfano. Il richiamo a Massimo Cassano ed alla dirigenza pugliese (e barese in particolare) è velato, ma del tutto concreto. Ecco il testo della lettera.

“Qualche mese fa, insieme a tanti amici, abbiamo scelto con convinzione, entusiasmo e passione di aderire al progetto politico del NCD, prima ancora che al partito.

Ci ha convinto la barra rigorosamente orientata verso il centrodestra, verso valori che non hanno e non possono avere nulla da spartire con le derive ideologiche e demagogiche della sinistra che ben abbiamo avuto modo di conoscere e sperimentare, in particolare in anni di governo vendoliano che tanto stanno costando ai pugliesi. Ma, anche e soprattutto, la voglia e la necessità di ‘Nuovo’, rispetto ai modelli sperimentati nel recente passato.

Nuovo, rispetto alle decisioni ristrette ai ‘cerchi magici’, calate dall’alto che spesso provocano confusione e generano sconcerto e disorientamento nella base e nei territori destinati poi a subire le conseguenze di quelle decisioni.

Nuovo, rispetto ai clan, alle corti, ai cortigiani, in grado di orientare carriere e condizionarle pesantemente con il loro potere e il loro ruolo dominante, troppo spesso inteso in senso arbitrario; i propri interessi preferiti agli interessi della collettività.

L’ingresso sulla scena politica del Nuovo Centro Destra ci è apparso così come una liberazione da metodi e schemi che avevano ridotto il nostro schieramento a impantanarsi su sabbie mobili, allontanato tanti elettori e tanti cittadini dalla politica attiva e alimentato una delusione e un’insofferenza diffuse al punto da provocare lo tsunami dell’ascesa del Movimento 5 Stelle, nato dal nulla ma che per nove milioni di italiani è sembrato l’unica possibilità, l’unica alternativa valida per un rinnovamento sostanziale e non soltanto promesso e atteso, l’unica risposta per scuotere dal torpore e dall’immobilismo una classe politica arroccata su se stessa, e dare risposte alla grave e generalizzata crisi che sta mettendo a rischio il futuro del Paese e lo espone continuamente a speculazioni finanziarie e manovre sovranazionali ben lontane dalla loro conclusioni  e che, proprio per questo, dovrebbero determinare e stimolare un’altra politica, un’altra classe dirigente, più responsabile, più orgogliosa, più coraggiosa.

Ma quanto avvenuto in questi primi mesi di gestazione hanno messo a dura prova la bontà del Progetto, per i metodi utilizzati per farlo crescere: metodi che hanno portato,  in provincia di Brindisi, all’allontanamento spontaneo  di tanti amici ‘non allineati’ a scelte discutibilissime e strategie profondamente contraddittorie, che non possono essere condivise nemmeno dal sottoscritto in quanto non si ritrova sui contenuti, sui comportamenti, sui linguaggi e sulle alleanze. La mia, la nostra adesione, non è stata infatti motivata da  volontà di protagonismo, o  ambizione a una sorta di assalto alla diligenza appena avviata per condizionarne il tragitto oppure semplicemente approdare nella destinazione scelta. In una fase di transizione più che mai sono necessari confronto e apertura, e anche la nomina di vicari e reggenti sarebbe dovuta essere condivisa, avrebbe dovuto prevedere discussioni aperte e franche, una partecipazione allargata e costruttiva per arrivare poi a una necessaria sintesi non forzata o vissuta come un’imposizione dall’alto, ma in grado di garantire e stimolare ancora più coinvolgimento, più convinzione.

Il mancato rispetto da parte del nascente partito di regole annunciate come nuove rispetto a quelle del passato, ha determinato, nella mia provincia, una profonda delusione in quanti avevano avuto il coraggio di abbracciare  il Progetto ma se ne sono via via allontanati, in coerenza con le ragioni e le motivazioni della loro scelta iniziale.

Per tali ragioni ho maturato la  sofferta, ma convinta, decisione di prendere le distanze dall’NCD, perché determinati metodi non mi appartengono e mai mi apparterranno, aderendo al gruppo misto e ribadendo la mia sempre più convinta appartenenza a principi e valori inequivocabilmente riconducibili al centrodestra.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno accolto, ascoltato, sostenuto ed hanno  interagito con me per il bene di tutti , che hanno fatto dell’umiltà e dello spirito collaborativo un’arma vincente e che mi hanno regalato giorni bellissimi trascorsi insieme".

Scritto da Redazione
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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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