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Via gli Iacp, arriva l'Arca. Cosa cambierà?

Ma alla fine sarà una vera e propria riforma strutturale, o si tratta solo di una riverniciata e di qualche (piccolo) taglio alle prebende che nulla tolgono al carrozzone degli ex-Iacp in Puglia? La Regione, in primis l'assessore Barbanente, promettono che si tratta di una riforma vera e sana, e che produrrà benefici sia nel lungo termine che nel breve, con un taglio alla burocrazia ed uno snellimento delle strutture. Staremo a vedere. Onestamente non ci sembra, però, di vedere grandi cambiamenti, se non nei nomi.

La V Commissione della Regione Puglia, presieduta da Donato Pentassuglia ha approvato a maggioranza (con il no di Forza Italia e l’astensione di Udc e Ncd) il disegno di legge relativo al riordino delle funzioni amministrative in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale e riforma degli enti regionali operanti nel settore (IACP).

L’assessore e vicepresidente Angela Barbanente ha spiegato l’obiettivo della riforma del settore. Si tratta di riorganizzare l’intervento pubblico nel campo delle politiche abitative mediante norme che prevedano, da un lato il riordino delle funzioni alla luce delle competenze in materia di edilizia residenziale pubblica trasferite alle Regioni in modo definitivo, dall’altro la trasformazione degli Iacp in organismi più snelli e funzionali, capaci di rispondere ai bisogni abitativi che presentano caratteristiche assai diverse rispetto a quelle che connotavano i bisogni che erano chiamati a soddisfare sino ad alcuni anni fa.

Gli Istituiti autonomi case popolari (Iacp) sono trasformati in Agenzie regionali per la casa e l’abitare (Arca Puglia Centrale competente per le province di Bari, Arca Nord Salento, Arca Jonica, Arca Capitanata ed Arca Sud Salento). Su proposta dell’assessore Barbanente, nella provincia Bat sarà istituito un ufficio distaccato. Ogni Agenzia si avvale di un amministratore unico  e del Collegio dei Sindaci.

Questa riforma ha visto la luce dopo un’attenta ricognizione delle condizioni economico-patrimoniali, organizzative e  produttive, dei singoli istituiti con la necessità precisa di ripristinare la missione sociale e migliorare la capacità gestionale degli enti di edilizia residenziale, con un notevole recupero di efficacia, trasparenza ed efficienza.

L’obiettivo essenziale è una riforma destinata a non restare sulla carta, ma capace concretamente di accrescere la qualità dei servizi agli utenti e la capacità tecnico-gestionale degli enti e di contribuire a migliorare la condizione abitativa di tante gente pugliese e le condizioni di lavoro di chi opera per questo.

La riforma non richiede esborso di risorse, anzi si muove nella direzione della spending review. Sono stati approvati, infatti fra gli altri, tre emendamenti presentati dal capogruppo di Sel, Michele Losappio, con i quali si punta proprio al contenimento della spesa:  i componenti del Collegio sindacale sono sorteggiati e  possono esercitare la propria funzione in una sola destinazione. Se cioè qualcuno dovesse esser sorteggiato in più destinazioni, dovrà sceglierne una specifica; all’amministratore unico dell’Agenzia sarà corrisposta una indennità pari alla retribuzione dei dirigenti di servizio e non parificata a quella della dirigenza apicale e comunque non cumulabile con altre pubbliche indennità.

Il risultato del lavoro svolto in un clima di sintonia con l’Anci, i sindacati e gli stessi istituiti provinciali, ha prodotto un disegno di legge che ha in sintesi le seguenti caratteristiche: chiarisce la differenza tra edilizia residenziale pubblica e quella sociale; puntualizza e rende più concreto il riparto di funzioni in materia di edilizia residenziale pubblica tra Regione e Comuni rafforzando il ruolo regionale di indirizzo e programmazione e considerando i Comuni non solo quali destinatari di funzioni amministrative, ma quali soggetti attivi, attori responsabili del governo delle politiche abitative,  capaci di adoperare i nuovi strumenti dell’urbanistica regionale per favorire investimenti pubblici e privati nell’edilizia sociale e garantire le condizioni perché il vasto patrimonio residenziale delle Agenzie e degli stessi Comuni sia gestito secondo criteri di equilibrio economico e valorizzando attraverso estesi programmi di riqualificazione.

Le Agenzie che sostituiscono gli Iacp mantengono la natura di ente pubblico e non economico; si riduce la spesa anche attraverso il riassetto organizzativo degli organi con una maggiore vigilanza sull’attività e sugli organi delle Agenzie.

Vengono istituiti la Commissione dell’inquilinato e  il CRESA Centro regionale di servizio per le Agenzie. Istituito altresì l’Osservatorio della condizione abitativa. Sarà garantita massima attenzione alla  tutela dei lavoratori degli enti evitando ogni forma di esternalizzazione.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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