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Bisceglie: detenuti e polizia penitenziaria dimenticati al 'Gabbione'. Che fa la Regione?

Condizioni di lavoro indegne per la Polizia penitenziaria, condizioni al di sotto di qualunque standard sanitario per i detenuti costretti alla degenza, e 'soltanto' sette anni di ritardo nella realizzazione degli impegni presi da parte della Regione Puglia.

Questo, in sintesi, il senso dell'intervento del consigliere regionale Ruggiero Mennea, che a proposito dell'ospedale di Bisceglie ha voluto chiedere lumi a Nichi Vendola ed all'assessore Elena Gentile a proposito della mancata ristrutturazione del repartino di degenza dedicata ai detenuti” nell’ospedale di Bisceglie, che “a pieno titolo fa parte del  Servizio Sanitario Regionale”, al fine di “onorare gli impegni assunti, sin dal 2006, col protocollo d’intesa per l’attuazione della Medicina penitenziaria”. 

“Già il mese scorso – ricorda Mennea – insieme con il sindaco di Bisceglie, ho visitato il cosiddetto ‘Gabbione’, cioè l’area di degenza dedicata ai detenuti, potendone verificare le condizioni di assoluto degrado. Una situazione che viola i diritti fondamentali di persone che ora vivono in condizione detentiva, su cui ha acceso i riflettori anche l’Ugl”.

“Si tratta – sottolinea il consigliere nell’interrogazione -  di due stanze, una delle quali priva di servizi igienici e l’altra dotata solo di water e lavabo, con un disimpegno centrale di circa due metri per tre. Il ‘Gabbione’ non ha alcun vano dedicato al personale di Polizia Penitenziaria che, come corpo di guardia, utilizza la stanza di degenza priva di servizi e, quando entrambe le stanze sono occupate dai detenuti, staziona nel vano corridoio interno”. “Inoltre – prosegue Mennea nella interrogazione - il personale di Polizia Penitenziaria, non avendo a disposizione propri servizi igienici, deve utilizzare quelli degli ordinari reparti di degenza, mettendo così a repentaglio l’ordine e la sicurezza della sezione detentiva. Senza contare che il Gabbione non ha sistemi idonei a impedire l’evasione o a fronteggiare pericoli provenienti dall’esterno. Da tempo la Asl Bat ha manifestato all’Amministrazione Penitenziaria la disponibilità a ristrutturare il repartino in questione, avendo anche individuato le risorse aziendali da utilizzare per finanziare i lavori. I lavori di rifunzionalizzazione del corpo di fabbrica ove insiste il ‘Gabbione’ sono partiti, ma ora le risorse scarseggiano e pare non si possa proseguire con la ristrutturazione del repartino di degenza dedicata ai detenuti. Le difficoltà finanziare, a quanto consta, derivano anche dal fatto che, così come comunicato dall’Assessorato alle Politiche della Salute con propria determinazione, questi lavori non rientrerebbero nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)”.

 “La condizione di lavoro della Polizia Penitenziaria nel Gabbione, però – ribadisce Mennea - è a dir poco indegna, mentre la situazione relativa alla tutela dei diritti fondamentali dei detenuti rasenta la violazione dei più elementari principi di diritto sanciti dalla Cedu, col rischio di condanna al risarcimento dei danni da parte della Regione Puglia che non sta ottemperando agli impegni assunti nel protocollo d’intesa per l’attuazione della Medicina penitenziaria, ex d.lgs. 230/1999, il quale stabilisce che ‘la Regione si impegna ad adottare idonee misure per l’attivazione e/o funzionamento dei reparti per detenuti all’interno delle strutture ospedaliere di competenza’”. “La tutela della salute dei detenuti e la sicurezza delle strutture sanitarie – conclude il consigliere Pd - sono compito istituzionale non solo della Asl Bat, ma soprattutto del Servizio Sanitario Nazionale, rientrando a pieno titolo nei Lea, nonché negli interessi primari dell’Assessorato alle Politiche della Salute”.

Scritto da Redazione
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