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Forza Italia: gli assessori non usino il loro ruolo per farsi propaganda

Essere assessori regionali ed occuparsi della propria campagna elettorale. Una situazione ammessa dai regolamenti regionali, ma che a qualcuno appare eticamente e politicamente insostenibile, considerando gli impegni, in termini di presenza e di concentrazione, che richiedono una campagna elettorale lunga e difficile come quella per diventare sindaco di un capoluogo o per le elezioni europee.

Accade per Leo Di Gioia, assessore al Bilancio della giunta di Nichi Vendola e candidato sindaco nella sua Foggia per una serie di liste di centro, e per Elena Gentile, assessore alla Sanità e candidata del Pd alle europee. Sull'argomento, con una lettera aperta al presidente della giunta regionale, sono intervenuti Lucio Tarquinio ed Ignazio Zullo, rispettivamente coordinatore di Foggia e capogruppo in Regione Puglia di Forza Italia, con una lettera aperta in cui richiamano Vendola a fare la massima attenzione perchè non vengano utilizzati gli incarichi assessorili a fini di propaganda elettorale.

Si tratta soltanto di una uscita tipica della campagna elettorale o di fatti conclamati? Intanto una cosa è certa. Dalle parti dell'assessorato alla Sanità, da tempo non si hanno notizie della Gentile. Per non parlare della Commissione sanità.

Caro Presidente Vendola,

a poco meno di un mese dall’election day del 25 maggio prossimo sentiamo il dovere di porre alla Tua attenzione alcune questioni che consideriamo di grande rilevanza politica, morale ed etica. Abbiamo atteso a lungo prima di formularle in modo pubblico, nella speranza di un intervento che risolvesse una situazione che rischia di essere ricordata come una delle più opache pagine, per la verità una delle tante, della Tua esperienza al governo della Puglia.

La campagna elettorale che stiamo vivendo chiama i cittadini pugliesi alle urne per due importanti competizioni: il rinnovo del Parlamento Europeo e l’elezione dei sindaci di molte città della nostra regione. In entrambi gli appuntamenti elettorali esponenti di primissimo piano della giunta da Te guidata sono direttamente impegnati. L’assessore alla Sanità, Elena Gentile, corre per un seggio a Bruxelles e l’assessore al Bilancio, LeonardoDi Gioia, tenta di conquistare la poltrona di primo cittadino di Foggia.

Sappiamo bene che la legge consente la loro candidatura, ponendo solo in caso di elezione una situazione di incompatibilità ma riferiamo altresì di dettati normativi quale lo Statuto della Regione (art.41, co.7) e TUEL (art. 38, co. 5) che assumiamo in analogia che attribuiscono poteri di ordinaria Amministrazione agli Organi politici nel periodo elettorale. Non solleviamo quindi alcuna eccezione normativa se non nei limiti di quanto assunto in senso analogico.

Ciò che ci lascia stupiti attiene il profilo etico, di stile. Uno dei più brillanti tuoi predecessori, il mai troppo compianto Salvatore Di Staso, in occasione di candidature di suoi assessori adottò comportamenti tali da salvaguardare in modo assoluto l’istituzione ed evitare qualsivoglia forma di sospetto circa l’utilizzo degli incarichi assessorili ai fini dell’acquisizione del consenso elettorale.

Ebbene, non ci è sembrato che nel caso di specie Tu abbia sentito il dovere di fare lo stesso. Al contrario, abbiamo registrato un Tuo assordante silenzio e, nel caso dell’Assessore Gentile una Tua compiacenza, quasi come se non vi fosse alcun problema di opportunità politica nel permettere che due Tuoi assessori potessero candidarsi restando nella pienezza delle proprie funzioni.

Da un presidente come Te- politicamente cresciuto nelle battaglie sulle questioni morali del Tuo maestro Enrico Berlinguer- e sbandieratore in ogni contesto il valore della legalità come principio innanzitutto comportamentale, in tutta onestà ci saremmo aspettati un intervento teso a salvaguardare le istituzioni ma anche i candidati dal sospetto di acquisizione del consenso per metus potestatis o per captatio benevolentiae.

Insomma, ci saremmo aspettati un intervento deciso, che sgombrasse radicalmente il campo da ogni tipo di fraintendimento.

Non Ti sfuggirà, infatti, come il peso delle deleghe di cui sono titolari i Tuoi due assessori candidati possa ingenerare più di un equivoco rispetto alla corretta e serena conduzione della campagna elettorale in cui sono impegnati. Tanto più se pensiamo che proprio mentre i candidati formulano la propria proposta politica, in Regione sono aperte partite di notevole delicatezza, a cominciare dal concorso pubblico e dai bandi per l’accesso a finanziamenti.

La Puglia, caro Presidente, non può permettersi equivoci di alcun genere su un terreno come questo, tanto più dopo la recente approvazione di norme rigorose e stringenti volte a sanzionare, colpire e spezzare il rapporto tra gestione e consenso.

Ti chiediamo di interrompere questo silenzio e di affrontare questo problema.

Per il bene dell’istituzione che sei stato chiamato pro-tempore a guidare, per il bene della Puglia, per il bene della Politica.

Lucio Tarquinio
(Coordinatore Provinciale Forza Italia Foggia)
Ignazio Zullo
(Capogruppo Regione Puglia Forza Italia)
Scritto da Redazione
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