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Edilizia, un cantiere in crisi. E le promesse della Regione?

Un sacco di cantieri da aprire, un sacco di posti di lavoro da creare, un sacco di soldi per far ripartire l'economia. Utopia o le solite promesse di Nichi Vendola, che a più riprese ha garantito lo sblocco dei lavori edili fermi in Puglia, il pieno sostegno della Regione ad un comparto in grave crisi, e che invece, secondo i dati diffusi dalla Uil, ha regalato alla Puglia soltanto più di 2 miliardi di euro di contenzioso e centinaia di cantieri chiusi per lungaggini amministrative e ricorsi ai tribunali.

Ne ha discusso ad Otranto nello scorso fine settimana la Feneal Uil Puglia nel suo congresso regionale, che ha confermato la guida di Salvatore Bevilacqua nel ruolo di segretario generale.

Secondo la Feneal Uil e lo stesso Bevilacqua, "quello che è venuto meno in maniera rilevante è la parte relativa ai lavori pubblici, di cui la Puglia ha urgente bisogno, come una rete stradale efficiente e moderna di porti adeguati alle necessità commerciali, di aeroporti collegati alle reti ferroviarie in grado di raggiungere le città per sfruttarne totalmente il loro potenziale turistico. E in particolare per quanto riguarda l’alta velocità della dorsale adriatica resta un’opera fondamentale per collegare la Puglia all’Europa, come la Bari Napoli è indispensabile per meglio connetterci con il resto dell’Italia".

Tutti cantieri di cui si parla a turnazione durante le campagne elettorali ma che poi, sistematicamente o quasi, restano carta morta. Ed il settore è in gravissima crisi.

“La crisi dell’edilizia è un segnale di allarme per la nostra economia regionale di cui occuparsi con la massima urgenza: 20 mila posti di lavoro persi in meno di quattro anni, cantieri bloccati e a volte nemmeno iniziati a causa di ricorsi davanti al Tar o alla Corte dei Conti, e più di 2 miliardi di euro persi. La Puglia è in ginocchio e dei cento cantieri promessi da Vendola non ne se ne è vista nemmeno l’ombra”. Così il vice Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Nicola Marmo.

“Sono anni che chiediamo lumi alla Giunta –prosegue- e nessuno ci dà spiegazioni. L’assemblea dei lavoratori edili, del mobile imbottito e del lapideo lanciano un grido di dolore a cui, noi a differenza di altri, non siamo sordi. Le legittime richieste puntano sulla realizzazione delle infrastrutture necessarie a rendere appetibile il nostro territorio agli investitori, ma anche sulla semplificazione delle procedure pubbliche. La categoria, infatti, denuncia le perdite economiche soprattutto per il calo vertiginoso delle opere pubbliche nella nostra Regione. Opere immediatamente cantierabili, ma che non vengono realizzate perché i finanziamenti sono bloccati. Sappiamo che Vendola, a riguardo, si trincererà dietro i limiti del Patto di Stabilità, specie in queste ore di preoccupazione per la mancata nettizzazione del cofinanziamento. Tuttavia, le maglie strette della spesa non sono spuntate oggi e dalla Giunta non abbiamo visto alcun impegno per una seria spending review utile a recuperare altre risorse. I soldi per i cantieri promessi da Vendola nella scorsa tornata elettorale saranno stati spesi malissimo, visto che neppure gli attori economici dell’indotto se ne sono accorti”.

“A questo vorremmo una risposta chiara e trasparente da parte della Giunta. Lo vorremmo noi e lo meritano i pugliesi – conclude Marmo - visto che l’edilizia è settore trainante dell’economia e la sua sofferenza deve spronare ad intervenire con incisività per non uccidere ogni piccolo segnale di ripresa”.

Scritto da Redazione
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