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Crisi vitivinicola ed arricchimento: Nardoni risponde ad Agrinsieme

L’assessore regionale all'agricoltura Fabrizio Nardoni ha replicato alle sollecitazioni rivoltegli da Agrinsieme Puglia, sostanzialmente rispedendo al mittente le accuse [QUI L'ARTICOLO NEL MERITO] ed, al tempo stesso, convocando per il prossimo 26 giugno il comitato vitivinicolo pugliese.

"Ciò che ristagna - ha detto l'assessore - non è soltanto il vino nelle cisterne ma spesso anche la capacità dei nostri produttori di avviare una massiccia stagione di maturazione delle nostre qualità e delle nostre eccellenze in un comparto che l’esperienza ha confermato essere particolarmente sensibile in positivo alla produzione di vini autoctoni e di prestigio, come testimonia il trend in salita del vino in bottiglia in controtendenza rispetto a quello sfuso".

Replica così all’SOS lanciato da Agrinsieme Puglia l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, che approfitta dello scambio di battute per porre anche alcuni correttivi rispetto alle dichiarazioni fatte a mezzo stampa.

"Le associazioni di categoria riunite sotto l’egida di Agrinsieme Puglia parlano della crisi di mercato che sta attraversando il settore vitivinicolo pugliese costretto a tenere in cisterne notevoli quantità di vino ancora non ritirato dagli acquirenti – dice Nardoni – una situazione per cui abbiamo chiesto subito il confronto con la filiera e le associazioni di categoria, convocando per il prossimo 26 giugno il Comitato Vitivinicolo Regionale. In quella sede intendo stilare insieme ai protagonisti del settore un crono programma concreto di interventi che potranno prevedere ad esempio anche una possibile attuazione di una distillazione di crisi, ma il tutto in una logica di strategia che contempli anche i rigidi controlli nel corso della prossima campagna vendemmiale".

Tende una mano al comparto l’Assessore Nardoni ma sulla voce che riguarda l’autorizzazione al cosiddetto “arricchimento” bacchetta le associazioni.

"La misura prevista dell’”arricchimento” pensata proprio per affrontare situazioni di crisi in campagne connotate da uve con basso grado di zucchero al contrario da quanto affermato da Agrinsieme Puglia l’anno scorso è stata riconosciuta – afferma Nardoni – e basta andare sul sito dell’URP Regione Puglia e verificare il decreto che a mia firma riconobbe l’autorizzazione all’aumento del titolo alcolometrico voluminico minimo delle uve".

"Ma la svista – continua l’Assessore regionale – non cancella assolutamente la condizione di crisi in cui si trovano costretti ad operare i produttori pugliesi di vini sfusi e a bassa gradazione alcolica e i dati dichiarativi dell’ultima vendemmia ci confermano una produzione di circa 2milioni di ettolitri in più rispetto alla vendemmia 2012. Un aumento di quantitativo non sempre in grado di essere stoccato velocemente e che attualmente intasa le capienze delle nostre cantine".

"Bisogna focalizzare l’attenzione sulla quota dei vini generici che appesantiscono ancora l’immagine e il settore della Puglia vitivinicola – sottolinea Nardoni – e il mio impegno sarà quello di mettere in atto azioni pratiche che consentano di elevare ulteriormente la quota di vini di qualità (D.C. e I.G.) e nel contempo di intervenire tempestivamente con provvedimenti mirati che siano in grado di migliorare la qualità dei vini nel corso della vendemmia, monitorando il processo fino alla trasformazione".

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Scritto da Redazione
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